Opera Mini

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Introduzione

Realtà affermata già ai tempi dei primi Nokia con Symbian60, Opera Mini nasce con l’intento di portare Internet anche su dispositivi con capacità hardware ridotte: le pagine web vengono renderizzate sui server della software house, e poi inviati ai cellulari. Il ridotto set di funzionalità avanzate contribuisce a mantenere l’app snella e veloce. L’ideale per il vostro vecchio HTC Dream.

Dati tecnici

Opera è un browser alternativo per Android 1.5+ sviluppato dall’arcinota software house norvegese Opera Software ASA . È scaricabile gratuitamente su Google Play, ed è del tutto priva di banner. Le dimensioni sono molto compatte: appena 858kB di download per 2,2 MB di installazione effettiva. La traduzione in italiano è esente da difetti, esattamente come quella del fratello maggiore.
NOTA: Opera Mini è una versione alleggerita di Opera Mobile. Abbiamo ritenuto opportuno trattarlo come un software a sé stante a causa della sua enorme popolarità, ma i punti in comune con il "fratello maggiore" Opera Mobile sono talmente tanti che non avrebbe senso proporvi un'altra recensione completa e dettagliata. Utilizzeremo quindi come base di partenza proprio la prova di Opera Mobile, che vi raccomandiamo di leggere.
1: Il browser più compatto del Play Store 2: Permessi e autorizzazioni 3: Impeccabile la traduzione in italiano

Grafica e interfaccia

La grafica di Opera Mini è talmente simile a quella della versione full che è pressoché indistinguibile. Come dimostrano le immagini comparative qui di seguito (Mini a destra, “full” a sinistra), le uniche differenze sono piccole variazioni nella spaziatura degli elementi; toolbar, menu ed elementi grafici sono del tutto analoghi.
Opera Mini (metà sinistra degli screenshot) vanta un'interfaccia pressoché indistinguibile da Opera Mobile (destra)

Funzioni

I tagli funzionali effettuati rispetto a Opera Mobile sono importanti, ma non limitano troppo la qualità della navigazione. Le mancanze più notevoli riguardano il supporto ad Adobe Flash (inclusa la riproduzione di video YouTube inseriti nelle pagine) e alla modalità desktop, ma rimangono presenti il browsing a schede multiple, il servizio di sincronizzazione multi-device Opera Link, la pagina iniziale “Speed Dial” liberamente configurabile, il pinch-to-zoom multitouch e tutto il resto. Non ci si può davvero lamentare.
Poche le mancanze: Flash e modalità desktop su tutte. Tutto il resto viene riproposto fedelmente
Senza dubbio la rimozione di Flash e della modalità desktop influenzeranno in maniera positiva le prestazioni, ma non a sufficienza da giustificare la creazione di un browser separato; in realtà, Opera Mini ha un ulteriore asso, ben nascosto nella manica: non renderizza personalmente le pagine Web. Affida tutto il lavoro a dei server dedicati, e si preoccupa solo di visualizzarli a schermo. In pratica, è un Turbo Mode sempre attivo, e ha il pregio di ridurre enormemente il carico di lavoro del processore e il volume di dati in movimento. Basandosi sui dati forniti da Opera stessa, questa operazione permette di risparmiare fino all’80% di banda; un prospetto interessante, anche se, ovviamente, soggetto a variazioni in base alle abitudini di ognuno. Chi guarda molti siti carichi di immagini, ad esempio, otterrà risultati meno eclatanti rispetto a chi visita principalmente database dinamici, come eBay o Amazon, e forum; pressoché nulli i benefici sul download di applicazioni, documenti, file compressi (zip, rar, tar...) eccetera.

Opzioni e personalizzazione

Anche qui i tagli rispetto a Opera Mobile sono minimi. Di fatto, mancano appunto solamente le voci che regolamenterebbero Flash e l’user agent.

Prestazioni e stabilità

Opera Mini, insomma, è una scelta da considerare per chi è interessato alle performance. I tempi di caricamento dell’applicazione sono cortissimi, ai vertici della categoria e, grazie al sistema di pre-rendering, lo scrolling e il pinch to zoom risultano sempre fluidi, anche su hardware irrimediabilmente superato, come quello del nostro Moto Backflip. Anzi, per la precisione, il gap prestazionale è maggiormente evidente su questa categoria di device; sul nostro Sensation XE la fluidità è del tutto al pari con Opera Mobile, perché il processore dual core da 1.5 GHz è perfettamente in grado di gestire un browser “completo” senza trovarsi in difficoltà. I tempi di caricamento della pagina, invece, sono sensibilmente più lunghi: d’altra parte, i dati devono di fatto affrontare un percorso più tortuoso per arrivare ai nostri schermi. Notevole, comunque, il risparmio di dati: a seconda del device e dell’utilizzatore, abbiamo registrato riduzioni da un minimo di 50% fino a un massimo di 80%. Vuol dire, teoricamente, almeno raddoppiare i limiti dati dei piani tariffari - anche se, ricordatelo bene, non tutto il traffico Internet viene generato dal browser.

Conclusioni

Opera Mini è il browser perfetto per dispositivi di fascia bassa: offre un insieme di feature pressoché completo, fatto salvo per Adobe Flash e la modalità desktop, che non fa assolutamente rimpiangere i browser “full size”, garantendo allo stesso tempo prestazioni incredibili, grazie al sistema di rendering remoto delle pagine web. Altro grande vantaggio, la drastica riduzione della mole di dati in transito, che “alza” in modo considerevole le soglie di traffico mensile e contribuisce a garantire una maggior durata della batteria - e scusate se è poco.

Pro e Contro

Versione “light” per dispositivi poco potenti, ma con un feature set completoIl rendering remoto dei siti web garantisce prestazioni di livello superiore e un minor consumo di banda
I vantaggi prestazionali sono praticamente inesistenti su device di fascia altaTempi di caricamento delle pagine più lunghi dei concorrenti


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