PicsArt

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Introduzione

PicsArt si propone come il tuttofare della fotografia. È un'app fotocamera alternativa, una suite di fotoritocco con filtri, maschere e strumenti di disegno, un creatore di collage e, non ultimo, un social network - naturalmente dedicato agli appassionati di foto e immagini. Una versatilità che non raggiunge nessun altro sul mercato, ma bisogna capire se ognuna delle parti è all’altezza delle app dedicate.

Dati tecnici

PicsArt è un’app per scattare, modificare, comporre e condividere fotografie sviluppata dall’omonima società americana, con sede a Mountain View. È compatibile con tutti i dispositivi Android 2.1+, e può essere scaricata in forma completamente gratuita con banner pubblicitari da Google Play o Amazon App-Shop. L’app in sé ha dimensioni nella media, circa 7.5 MB, ma l’installazione crescerà di dimensioni molto rapidamente. Appena dopo il primo avvio, abbiamo già riscontrato oltre 20 MB di dati generati sulla scheda SD. La traduzione in Italiano è presente, ma la qualità non è ottimale. Alcune parti sono mancanti, altre poco azzeccate.
1: Dimensioni nella media, ma i dati sono tanti 2: Permessi e autorizzazioni 3: La traduzione in Italiano c’è, ma non è perfetta

Grafica e interfaccia

Quando si ha a che fare con un’applicazione vasta e versatile come PicsArt, creare un’interfaccia semplice, comprensibile e coerente è un bel problema. Anche perché un’app fotocamera è ben diversa da una galleria / browser di immagini, o da uno strumento di fotoritocco. L’app usa come base Holo, il tema predefinito di Android 4.x, che è sempre un buon punto di partenza, e inserisce comandi, pulsanti e icone di ogni tipo mantenendo il più possibile un’organizzazione razionale e intuitiva. Detto questo, abbiamo visto di meglio in app concorrenti - su tutte, Pixlr Express per quanto riguarda la parte dedicata a ritocco e post-processing, Camera Zoom FX per l’app fotocamera. L’esplorazione del network, invece, ci è piaciuta di più. È molto simile a Instagram, si fa tutto in un paio di tap, e le miniature delle immagini sono disposte in un bel mosaico a scrolling verticale.
Un’app vasta come PicsArt richiede necessariamente dei compromessi di design. Non è la più intuitiva sul mercato, ma è più che accettabile

Funzioni

L’obiettivo di PicsArt è di fornire all’utente un’esperienza fotografica completa, dallo scatto, alla post-elaborazione, alla composizione di quadri e collage e, infine, condivisione dei lavori e interazione con altri appassionati.
La pagina iniziale, Home, ha uno stile molto minimal per certi versi simile alle piastrellone di Windows 8. È un mix di collegamenti, sia agli strumenti principali che alle notizie in primo piano, in genere relative ai vari concorsi indetti dallo staff per gli utenti.
Lo strumento fotocamera offre un’organizzazione forse meno di design, ma più efficiente e facile da navigare di quella inclusa di default in Android Jelly Bean. Non ci sono modalità panoramiche o PhotoSphere di sorta, ma in compenso abbiamo la possibilità di scattare raffiche, sia rapide che a intervalli predefiniti (1, 2, 5, 15, 30 secondi), oppure di usare l’autoscatto con timer programmabile, anche qui con intervalli tra i 2 e i 30 secondi.
L'interfaccia per la fotocamera non ha un design curato come quello di Jelly Bean, ma è molto più versatile
Tramite il pulsante al di sopra (o a destra, a seconda dell’orientamento del device) di quello della fotocamera possiamo aggiungere alcune maschere in sovrimpressione, come bordi, scie luminose e lens flare, oppure disegni artistici di vario tipo (stelle, fiori, linee colorate astratte, e così via). Ogni effetto dispone anche di una slider, per regolare il livello di visibilità.
Qualche maschera in sovrimpressione per movimentare la foto
Il pulsante a forma di bacchetta magica, infine, permette di aggiungere vari filtri fotografici in tempo reale, come abbiamo visto ad esempio in Cameringo. Abbiamo la solita schiera di effetti vintage, ma non solo: non mancano all'appello effetti sketch, neon, posterize eccetera. L'offerta non è ampia come quella di Cameringo, ma possiamo affermare che ce n'è per tutti i gusti. Anche perché, in aggiunta, ogni filtro dispone di un suo specifico set di parametri, per personalizzarlo ulteriormente; guardate ad esempio il filtro Lomo, nella seconda immagine qui di seguito, quanto è versatile.
C'è una folta schiera di filtri grafici in tempo reale, come in Cameringo. Qui possono anche essere modificati e personalizzati, ognuno a modo suo
Il menu principale della sezione (tasto Menu per i device che ne sono provvisti, pulsante con i tre puntini per gli altri) racchiude tutte le opzioni della fotocamera. C'è molto con cui giocare: bilanciamento dei bianchi, velocità del sensore (ISO), esposizione della scena / proporzioni, e altri effetti e filtri in tempo reale. Per ogni sezione, tuttavia, l'offerta è molto ampia e dettagliata. Una scelta a nostro avviso discutibile è quella di non includere le guide per la composizione, come griglia, mirino eccetera.
Dal menu della sezione possiamo modificare ISO, esposizione e proporzioni della scena, applicare ancora altri filtri e regolare il bilanciamento dei bianchi
Una volta scattata la foto, viene il momento del post-processing. Il collegamento principale per queste operazioni è proprio sotto a quello per la fotocamera, e si chiama semplicemente Foto: racchiude tutti quanti i tool creativi a nostra disposizione.
Tutti i comandi sono ordinati in categorie e racchiusi nella toolbar inferiore, scrollabile orizzontalmente. Come potete vedere, la scelta è davvero ampia, e una descrizione analitica risulterebbe troppo dispersiva; quantomeno, possiamo affermare che, finora, PicsArt è l'app di fotoritocco più completa ed esaustiva che abbiamo provato, con alcuni strumenti che finora avevamo visto solo su programmi ben più costosi per i PC veri e propri. Sembra che, ormai, l'obiettivo del mercato sia chiaro: il fotoritocco deve poter essere alla portata di tutti.
Ci sono davvero tanti strumenti con cui sbizzarrirsi. C'è persino una sezione dedicata all'inserimento dei lens flare
Ma per raggiungere quell'obiettivo, c'è ancora molto lavoro da fare. Non sempre è facile capire né la funzione di tutti gli strumenti, né come si devono usare. Servirebbe più chiarezza, un design più intuitivo e un maggior apporto di aiuti e suggerimenti. Quel che è peggio, è che non è disponibile il comando Annulla: una volta applicato un effetto o un filtro, è applicato per sempre. L’unica alternativa che abbiamo è chiudere la foto e ricominciare da capo. C’è da dire che, prima di applicare una lavorazione in modo definitivo, è possibile tornare indietro, resettare i parametri e annullare l’intera operazione L'anteprima in tempo reale ci aiuterà a capire gli effetti delle nostre azioni.
Ci vorrebbe un po’ più di chiarezza e semplicità nell’uso e nella descrizione degli strumenti. E un sistema di Annulla / Ripeti come si deve
Vale la pena soffermarsi un po’ di più sullo strumento Effetto, in cui potremo applicare quelli che noi chiamiamo generalmente filtri fotografici, ovvero una delle feature che ha maggiormente contribuito alla fortuna di Instagram. Grazie allo shortcut ripetuto nella pagina iniziale, potrà essere raggiunto in fretta da chi non è interessato a un’elaborazione completa, ma vuole solo un metodo facile e veloce per rendere la propria foto un po' più interessante.
L’offerta è molto ampia, e non si limita solo ad effetti vintage: abbiamo sketch, pop-art di vario tipo, variazioni di colore (caldo / freddo / tramonto...), HDR, bianco e nero, colorizzazione, distorsione e sfocatura. C’è persino una nuova categoria dedicata alla correzione delle imperfezioni, come occhi rossi, impurità della pelle, abbronzatura e denti bianchi. Come di consueto, ogni effetto dispone di un set di parametri specifico, per lavorare ancora più nel dettaglio. Usando lo strumento pennello, nella toolbar in alto, potremo applicare l’effetto solo a una determinata area della foto. Stesso ragionamento per lo strumento immediatamente a sinistra, che selezionerà aree di dimensioni regolari. Purtroppo, come per il resto dell’interfaccia, dobbiamo osservare che la complessità degli strumenti non è certo alla portata di tutti; in altre parole, i filtri fotografici sono un’aggiunta molto interessante, ormai indispensabile in un'app che vuole definirsi al passo coi tempi, ma se è tutto quello che cercate in un’app di fotoritocco / post-elaborazione, vi conviene rivolgervi ad app dedicate, generalmente più semplici.
Il sistema di filtri fotografici è molto ampio e permette un gran numero di lavorazioni, ma è troppo lontano dalla semplicità di app come Instagram
Una volta completati i lavori, possiamo scegliere gli scatti migliori e aggregarli tutti quanti in un bel collage. Sotto certi punti di vista, lo strumento che ci fornisce PicsArt non è al livello delle applicazioni dedicate; ad esempio, non è disponibile generare dei layout casualmente agitando il device, come in PhotoShake e Photo Grid; bisogna rivolgersi al più prosaico pulsante. Le tipologie di mosaico di cui possiamo disporre sono tre; la prima è la classica griglia. Possiamo scegliere il formato dell’immagine; oltre ai soliti quadrati, portrait (3:4) e landscape (4:3), abbiamo anche le dimensioni esatte per la copertina del diario di Facebook e le righe / colonne singole “ultra-wide”. Le dimensioni massime sono di 1024 x 1024 nel caso dei quadrati, esattamente in linea con tutte le concorrenti di cui vi abbiamo raccontato. È possibile inserire fino a 12 foto in un solo collage.
La modalità griglia del mosaico permette di creare quadrati fino a 1024 pixel. Ci sono anche layout dedicati alla copertina di Facebook. In generale, però, le app dedicate sono più facili da usare
I controlli a disposizione per personalizzare i collage sono più o meno i soliti che abbiamo imparato a conoscere esaminando le app specializzate. Possiamo spostare, ruotare, specchiare e scambiare di posizione le foto a nostra disposizione, e anche eliminarle e sceglierne un’altra. È anche possibile richiamare rapidamente l’interfaccia dei filtri fotografici, premendo il pulsante a forma di bacchetta magica nella toolbar in alto. Le opzioni per bordi e margini non sono ampie come quelle delle migliori concorrenti. La scelta di texture per lo sfondo, ad esempio, è molto limitata, e possiamo semplicemente arrotondare gli spigoli delle foto e modificare la distanza tra una e l’altra, senza distinzione tra bordi esterni e interni. Manca anche l’eccellente editor della griglia, che abbiamo apprezzato moltissimo nella versione premium di PhotoShake.
I controlli sono buoni, ma le app dedicate fanno meglio. In particolare, ci manca l’editor della griglia di PhotoShake Premium
Premendo sul pulsante centrale della toolbar in basso raggiungeremo la modalità cornice, ovvero il secondo tipo di collage di cui dispone PicsArt. La differenza principale, come potete vedere, risiede nel bordo e nello sfondo in cui incastoneremo le nostre foto: più colorate, più personali e particolari - lo svantaggio è che, se dedichiamo più spazio allo sfondo, ne rimarrà meno per ciò che conta davvero, ossia proprio le foto.
La modalità Cornice fornisce cornici colorate ed elaborate come base per i nostri collage. Naturalmente ci staranno meno foto
L’ultima modalità, Sfondo, permette di incorniciare per bene i ritagli. Prima si sceglie una texture da applicare allo sfondo, si sceglie una foto e la si elabora con eventuali effetti e filtri, poi si ritaglia a dovere l’immagine (ci sono anche strumenti di taglio con forme particolari, come stelle, rombi e cuoricini) e infine si posiziona a piacere nel quadro. È anche possibile inserire più immagini in contemporanea.
Decoupage per Android? Affermativo
Dopodiché, è il momento del salvataggio delle nostre opere e della loro condivisione. L’app supporta un buon numero di servizi - permette di salvare le immagini nella galleria locale (sia in formato PNG che JPG), oppure può essere caricata direttamente su Facebook, Twitter o il social network dell’app stessa. In più, è anche supportata la funzione Condividi tipica di Android, per inviare i documenti a qualsiasi applicazione compatibile installata nel dispositivo.
Molteplici i servizi online supportati dalla funzione di salvataggio. E grazie alla funzione Condividi di Android, la versatilità è totale
Il network interno di PicsArt è un ottimo strumento per esplorare i lavori di tutti gli utenti - e capire fino in fondo le potenzialità dell’applicazione. La navigazione è molto semplice: basta effettuare swipe verso sinistra, dalla Home. Ogni pagina / scheda ha la sua funzione specifica: c’è La mia rete per le attività di amici e persone che conosciamo, Interessante per gli scatti che hanno ricevuto più attenzioni dalla community, la sezione con i tag più popolari e gli scatti più recenti, gli artisti più apprezzati, e un’interessante pagina dedicata ai concorsi indetti dagli amministratori del sito. Le funzionalità sono più o meno le stesse che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare con Instagram: si pubblicano le foto, si seguono gli utenti, si commenta e si mette Mi piace. Sono supportati anche gli hashtag à-la Twitter. Rispetto a Instagram, l’affluenza di utenti è nettamente inferiore, ma c’è sicuramente più varietà di immagini. D’altra parte, gli strumenti che fornisce PicsArt sono molto più potenti e variegati.
Il network di PicsArt è organizzato in pagine affiancate. Tante sezioni interessanti, e tanti concorsi sempre diversi. Le funzioni sono le solite, ma non sentiamo la mancanza di nulla

Premium: prezzi e vantaggi

L’offerta premium di PicsArt è gestita dalla sezione Shop, raggiungibile sia dalla pagina principale che dall’icona disseminata nelle varie schermate dell’app. Oltre al pacchetto per rimuovere la pubblicità, che costa 4.51€, sono disponibili svariate librerie aggiuntive che possono includere clipart, cornici, font, elementi per i collage, adesivi e molto altro ancora. La maggior parte dei pacchetti è gratuita; solo quattro sono a pagamento, con prezzi che oscillano tra i 75 centesimi e i 2.27 Euro.
Tramite lo shop possiamo ampliare l’installazione di PicsArt. Non ci sono strumenti aggiuntivi, ma molti nuovi elementi grafici. Possiamo anche rimuovere la pubblicità

Opzioni e personalizzazione

Il menu delle preferenze di PicsArt è molto meno esteso di quanto ci aspettassimo. Un paio di paginette in tutto, con decisamente poche sorprese interessanti. Possiamo regolare tutte le notifiche per ogni evento social, gestire gli account dei servizi di terze parti, specificare le dimensioni massime preferite e poco altro. Se volete che PicsArt diventi il vostro strumento predefinito per scattare le foto, vi farà comodo la prima voce, che inserisce sul desktop una scorciatoia che lancerà l’app in modalità fotocamera.
Il menu delle preferenze non è molto esteso. Data la vastità dell’app ci aspettavamo molto di più

Prestazioni e stabilità

PicsArt non è certo dedicata a telefoni di fascia economica. Sul nostro Nexus S abbiamo faticato molto, specialmente scegliendo le dimensioni massime delle immagini. In particolare, la fotocamera arranca nel caricamento dei filtri in tempo reale. Intendiamoci, non è una critica negativa: da un software così complesso e potente non ci aspettavamo assolutamente nulla di differente. Hardware di un certo livello è semplicemente necessario - come per Photoshop su PC, d’altra parte.

Conclusioni

PicsArt è una vera suite tuttofare per gli appassionati di fotografia. È versatile, completa, ricca di funzioni, filtri, opzioni, parametri e controlli. Ciò vuol dire che neofiti e utenti casuali difficilmente la apprezzeranno: l’immediatezza e la semplicità di Instagram non si vedono neanche da lontano. Ma per chi avrà la pazienza di impararla, regalerà soddisfazioni notevoli.

Pro e Contro

Molti strumenti in uno: fotocamera, filtri, collage, fotoritocco, social network, disegno a mano liberaLo strumento di fotoritocco è tra i più forniti e completi che abbiamo provatoIl social network è movimentato e popolato, anche se non è al livello di InstagramSvariati pacchetti aggiuntivi con clipart, font, sfondi, cornici...
L’interfaccia è in genere buona, ma non ottima. Alcuni strumenti sono difficili da usare e da capireIn alcune sezioni (collage, fotocamera) mancano feature chiave che si trovano in app dedicate; ad esempio, manca la griglia di composizione nella fotocameraSolo in inglese, sia l’app in sé che il social networkLe dimensioni dell’installazione sono notevoli


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