Fotografia e Android: le suite di fotoritocco

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Photoshop Express

Introduzione

Photoshop Express rappresenta il primo, timido tentativo di Adobe di portare il software di fotoritocco più apprezzato al mondo sugli schermi dei nostri smartphone. Che cosa ne è uscito? Un software che, con Photoshop, ha in comune poco più del nome.

Dati tecnici

Photoshop Express è un’app di fotoritocco per dispositivi Android 1.5+ sviluppata da Adobe. È disponibile per il download gratuito su Google Play e Amazon App-Shop, e richiede poco più di 2 MB di spazio sulla memoria interna del vostro device. Manca del tutto una traduzione in Italiano.
1: Dimensioni compatte 2: Permessi e autorizzazioni 3: Totalmente assente la traduzione in Italiano

Grafica e interfaccia

Il look di Photoshop Express non è nulla di eccezionale. Curato, di buona qualità, ma evidentemente antecedente alla rivoluzione stilistica che ha portato Ice Cream Sandwich. Di conseguenza, abbiamo ancora il vecchio menu principale, con le vecchie icone e il vecchio font. Per lo meno, Adobe ci ha messo del suo, senza rimanere ancorata ad Android 2.x: pulsanti, menu e icone sono frutto di lavoro originale. Non eccezionali, ma sempre meglio della base di partenza.
Un lavoro niente male... Per un software pre-Holo

Funzioni

Photoshop Express è pensato per aiutarci a migliorare e ottimizzare le foto che scattiamo in mobilità, con il nostro smartphone. Solo e soltanto quelle: non è prevista la possibilità di caricare immagini da altre posizioni, sulla scheda SD o memoria interna del telefono. Per modificare un file, dovremo necessariamente ricorrere a un file manager di terze parti, e spostarlo manualmente nella cartella in cui vengono salvate le foto scattate con la fotocamera (generalmente, /sdcard/DCIM/Camera).

La pagina iniziale dell’app corrisponde proprio alla visualizzazione di tutte le foto a disposizione; premendo su una di esse, la apriremo a schermo intero, come se fossimo in nella galleria immagini. È supportato il comando di swipe per passare da una all’altra, anche se è implementato davvero male, scattoso e poco reattivo. Tramite il menu principale possiamo anche avviare una slideshow di tutti gli elementi, e troviamo appunto il comando per avviare l’interfaccia di fotoritocco vera e propria.

La pagina principale dell’app fa le veci di una galleria di immagini. Molto rudimentale, grossolana; per lo meno abbiamo le slideshow
Tutti gli strumenti di ritocco sono posizionati in un’area dedicata, in alto. Come potete vedere, non c’è molto da scegliere: appena quattro icone / categorie. La prima è dedicata agli strumenti di modifica generale della foto: ritaglio, rotazione, flip (vista speculare) e uno strumento, Straighten, di cui non capiamo l’utilità: ruota la foto e, al tempo stesso, la zooma. Naturalmente non abbiamo il livello di interpolazione che conosciamo sul Photoshop per PC, quindi il risultato sarà sempre un’immagine sgranata, con i pixel molto visibili.
La prima icona comprende strumenti di modifica generale: rotazione, ritaglio...
La seconda icona è quella principale, e permette di effettuare tutte le regolazioni chiave. Esposizione, saturazione dei colori, contrasto e luminosità, colorizzazione e trasformazione in bianco e nero. Ogni strumento ha una sua pagina di applicazione dedicata. Il sistema per applicare i filtri è molto semplice, ma efficace: basta far scivolare il dito sullo schermo da sinistra a destra. Un’anteprima in tempo reale della foto ci darà un’idea del risultato nel momento stesso in cui applichiamo la trasformazione.
La seconda icona è dedicata alle regolazioni più importanti: luminosità, contrasto, saturazione...
La terza icona comprende un singolo strumento, chiamato Soft Focus. In pratica, serve ad applicare una sfocatura diffusa all’immagine. Una quantità minima di Soft Focus può contribuire a ridurre il pixel noise del sensore della fotocamera, mentre applicando il massimo del filtro otterremo un effetto “onirico”, come quando ci sono i flashback nei film.
Il Soft Focus può tornare utile per mascherare il pixel noise creato dal sensore della fotocamera
Infine, l’ultima icona è dedicata a filtri e cornici. Le scelte a nostra disposizione sono molto limitate: 7 filtri e 8 cornici. Anche la loro qualità lascia piuttosto a desiderare, specialmente se confrontati con altre app come Pixlr o Instagram.
Infine, filtri e cornici. Niente di che: Pixlr e Instagram fanno considerevolmente meglio
Naturalmente tutti gli strumenti possono essere usati più e più volte, senza neanche dover seguire un ordine preciso. Grazie al sistema di annulla e ripeti modifiche (i classici pulsanti Undo e Redo), possiamo muoverci avanti e indietro nella cronologia del nostro lavoro con facilità. Una volta finito, sarà anche possibile condividere rapidamente il risultato tramite Facebook o Twitter (usando il servizio TwitPic). Notate che salvando un'immagine non sovrascriveremo l'originale, ma ne creeremo una nuova.
Strumenti e filtri possono essere usati più volte, liberamente. Il sistema di annulla / ripeti modifiche funziona bene

Opzioni e personalizzazione

Il menu delle preferenze di Photoshop Express è praticamente vuoto. Possiamo impostare un account Facebook e TwitPic per la condivisione rapida delle immagini salvate sui social network, cancellare la cache delle immagini e poco altro. Abbiamo anche a disposizione qualche informazione legale / versione eccetera, e una guida in linea che sfiora il ridicolo.
Anche le opzioni sono ai minimi termini. La guida in linea, invece, è proprio ridicola

Prestazioni e stabilità

Se non altro, le prestazioni sono ottime; d'altra parte, considerando le ridotte funzionalità non è proprio una sorpresa. I filtri vengono applicati molto velocemente, anche su device ormai superati, e anche il sistema di undo / redo funziona senza intoppi. Come abbiamo già detto, comunque, a livello qualitativo i filtri non sono niente di che: banali e poco espressivi, anche quelli vintage / artistici. Segnaliamo che alcune recensioni su Google Play lamentano l'impossibilità di caricare immagini dalla scheda SD dei dispositivi; i device che non ne dispongono, come i Nexus S e 4 che stiamo usando in questo periodo, riservano parte della memoria interna per crearne una virtuale, da cui siamo stati in grado di caricare foto senza problemi. Quando ci capiterà l'occasione di fare una prova con una scheda SD "vera", vi faremo sapere.

Conclusioni

Forse Photoshop Express poteva essere interessante due o tre anni fa. Adesso, sia le app concorrenti che le gallerie integrate nel telefono hanno un set di funzioni e strumenti più ampio. E in genere l'interfaccia è molto più attuale. Per conto nostro, possiamo farne ampiamente a meno; al limite, grazie alle buone performance, può tornare utile su dispositivi di fascia economica.

Pro e Contro

Prestazioni buoneFunzionalità di slideshow integrata in modalità galleriaGratuito e senza pubblicità
Limitatissimo set di strumenti e filtriInterfaccia realizzata con discreta cura, ma completamente superata e inadatta ai tempiNon si possono modificare foto da qualsiasi posizione, solo dall'album fotocamera


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