Google risponde all'Europa: le GApps a pagamento e nuove regole di licenza

17 Ottobre 2018 502

Google ha reso noto il cambiamento delle sue politiche in Europa, in seguito alla multa di 4,3 miliardi di euro inflitta dalla commissione lo scorso luglio. In quell'occasione è stato contestato l'abuso di posizione dominante perpetrato dalla società di Mountain View attraverso la piattaforma Android e il sistema di licenze necessario all'ottenimento dell'accesso alle app Google Play, il quale impone ai produttori regole severe e limitanti che li obbligano ad offrire Chrome e Ricerca Google come servizi predefiniti.

Questo permette alla casa californiana di mantenere il proprio ruolo dominante nel campo della ricerca su internet, abbattendo sul nascere qualsiasi possibilità di crescita per i servizi concorrenti. Google ha già confermato che ricorrerà in appello, tuttavia ieri ha reso note quali saranno le misure che verranno intraprese nel frattempo, al fine di evitare ulteriori sanzioni da parte della Commissione Europea.

Nuove regole per gli OEM che vogliono usare Android

La spiegazione arriva attraverso un post di Hiroshi Lockheimer - SVP della sezione Piattaforme e Ecosistemi - il quale elenca 4 principali punti che avranno importanti ripercussioni sul mercato europeo. Purtroppo Lockheimer non ha esposto in modo chiaro e articolato come verranno attuate le modifiche annunciate, lasciando ampio spazio ad interpretazioni, dubbi ed incertezze, ma andiamo per ordine:

  1. Aggiornamento dell'accordo di compatibilità: ora gli OEM potranno realizzare dispositivi (solo per l'Area Economica Europea) con fork di Android e installare le applicazioni Google, pratica prima vietata
  2. Le Google Apps verranno offerte con licenze a pagamento e bundle di vario tipo.
  3. Chrome e Ricerca Google fanno parte di un bundle diverso rispetto a YouTube, Gmail e, probabilmente, il Play Store
  4. Gli OEM potranno pagare per personalizzare la lista di app presenti nel bundle, scegliendo di escludere quelle che ritengono inopportune, oltre a poterne decidere il posizionamento nell'interfaccia.

Lockheimer non ha fornito alcun tipo di dettaglio riguardo il costo delle licenze e dell'operazione di personalizzazione dei pacchetti, mentre è stato ribadito che non cambierà nulla per quanto riguarda l'utilizzo di Android, il quale continuerà a restare gratuito e open source. Resta anche poco chiaro il destino del Play Store, fondamentale per la vendita di un qualsiasi dispositivo basato su Android.

Cosa cambia?

Cosa cambia quindi per i cittadini residenti nell'AEE? Al momento non è chiaro quale sarà l'impatto per gli acquirenti dal punto di vista di economico, visto che non è dato sapere quanto incideranno i costi di licenza sul prezzo di ogni singola unità, tuttavia le nuove regole permettono agli OEM di avere maggiore flessibilità e aprono a scenari molto particolari.

L'esempio più lampante è quello di Amazon. La società di Bezos ora avrà i mezzi, se lo vorrà, per offrire il Play Store in maniera del tutto ufficiale sui suoi prodotti, i quali adottano un fork di Android pesantemente personalizzato, pratica assolutamente vietata dalle regole vigenti. Come Amazon, anche altri OEM potrebbero scegliere di sviluppare fork del sistema operativo del robottino senza perdere la possibilità di accedere ai servizi Google, anche se ciò ora avverrà tramite il pagamento di una licenza.

Coloro che non sceglieranno di seguire vie così estreme potranno comunque ridurre al minimo la presenza di applicazioni Google preinstallate sui propri smartphone e tablet, scegliendo in maniera selettiva quali escludere dalla propria personalizzazione, lasciando la libertà all'utente di scaricare quelle che ritiene più opportune.

Quando si comincia?

Il post di Lockheimer ci suggerisce che queste novità verranno implementate molto presto: tutti gli smartphone e i tablet Android che verranno venduti nell'Aerea Economica Europea dal prossimo 29 ottobre in poi dovranno sottostare alle nuove regole. Questo significa che entro poco più di 10 giorni saranno chiari tutti i meccanismi meno chiari che stanno alla base del sistema concepito da Google, a partire dai costi sino all'effetto che avranno sulle strategie degli OEM in Europa.

La casa di Mountain View ha messo in piedi, infatti, un sistema particolarmente perverso che, almeno in apparenza, sembra sovvertire le comuni regole di mercato. Invece che incentivare i produttori offrendo bundle gratuiti, chiede loro di pagare delle somme per installare delle applicazioni che porteranno ulteriore profitto a Google, invece che ridurre il costo della licenza sulla base del numero di app incluse, lo aumenta per ogni servizio escluso, applicando una sorta di compensazione per il potenziale mancato introito. Il tutto mentre paga 9 miliardi di dollari ad Apple per restare il motore di ricerca predefinito sui suoi prodotti.


502

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
www.vr-italia.org

Mica glielo togli, anche se telefoni e browser non avessero un motore di ricerca, la gente installerebbe comunque Google. Se non avessero un mailer, moltissimi sceglierebbero comunque GMail. Se non avessero un navigatore, installerebbero maps, e voglio vedere chi non installa youtube su un telefonino. Anche se questo avesse un costo diretto o indiretto per l'utente (ma se abbiamo detto che la pubblicità resta, non deve per forza averlo)

D'altra parte "business basato sulla pubblicità" mica vuol dire gratuito, vuol dire che quel costo viene riversato su beni e servizi che noi, destinatari della pubblicità, probabilmente compreremo.

www.vr-italia.org

Non è detto, molti telefoni hanno semplicemente un prezzo psicologico, non è che costano 299, 399 o 799 perché, fatta la somma di tutto l'hardware e il software, gli esce fuori quella cifra. Chi vende a 799 se gli aumenti 10 euro i costi di licenza venderà ancora a 799, non passerà a 809, perché venderebbe di meno.

Baronz

Quindi il 28 ottobre i negozi ci tireranno dietro i telefoni con il 90% di sconto perchè il giorno dopo non li potranno vendere ? Ci credo proprio !

Name

Il problema infatti è proprio quello: lo store è importante ma se tu vuoi preinstallare nel prodotto che vai a vendere SOLO il play store - dal quale google già guadagna quindi va a suo vantaggio se tu lo preinstalli e l'utente ci compra app - google ti impone di preinstallare anche tutte le altre sue applicazioni!
Se tu hai un tuo browser, devi mettere per forza anche chrome.
Se tu preferisci trattare con Mozilla e preinstallare Firefox, obbligato come sei a preinstallare chrome per avere il play store, a quel punto metti il browser di google e non Firefox e così via.

I browser di terze parti funzionavano, il problema era che explorer era preinstallato su un OS con posizione dominante e quindi l'utente o si informava altrove delle alternative, oppure avrebbe usato sempre e comunque solo explorer.
In più, proprio come le gapps, explorer non era mai del tutto disinstallabile.

ale

Ma per forza, Google ti offre Android gratis per un motivo, promuovere e diffondere i suoi servizi. Dal momento che all'Europa questo non sta bene, allora giustamente Google ti dice e adesso non ti do più nulla di gratis, e paghi.

In tutto questo chi è che ci rimette ? I consumatori, voglio vedere cosa diranno quelli che hanno dato questa multa quando nei negozi i telefoni Android costeranno 50/100 euro in più, in nome della libertà.

Ma forse chi ha ideato questa sentenza è proprio quello che voleva, perché guardacaso multano sempre Google e Microsoft, mai ho visto una volta che multassero Apple con tutte le pratiche scorrette che fanno e non voglio stare a nemmeno ad elencare perché non basterebbero 1000 righe.

ale

Che bella mossa da parte dell'Europa, Gapps a pagamento (come era prevedibile), e chi le pagano ? I consumatori ovviamente.

Spero poi che la cosa non si ripercuota anche su chi installa le Google Apps su custom ROM, ora che richiedono il pagamento di una licenza temo che questa libertà non la concederanno più tanto facilmente, magari cominceranno a mettere dei blocchi da aggirare per proteggere le GApps. Ancora una volta, grazie Europa.

Chirurgo Plastico

Quindi ci saranno meno bloatware in futuro?
Un telefono con preinstallate solo le app: telefono, messaggi, fotocamera, sveglia, impostazioni, calendario, browser web e store esisterà mai?

Fabrizio

E via ad ulteriore frammentazione!

sardanus

è da quando esiste edge che si fa così

Say Hello

Ah? Solita cacata alla Microsoft, sempre peggio. Cmq grazie per la risposta, anche se non userò Edge.

Signor Citrus

Non si sa mai che gli possa scoppiare la testa per l'eccessiva concentrazione nel capire quali pulsanti cliccare.

Chevlan

La penso anche io così.

Alessio Comai

No, tutto ruota attorno al fatto che Apple non concede a nessuno la possibilità di utilizzare il suo OS, quindi non esiste nessun tipo di concorrenza tra produttori di hardware

franky29

Non cambieranno di una virgola, anzi aumenteranno come sempre ma non per questo

Umberto

https://uploads.disquscdn.c...

Francesco

Ma per piacere. Non l'hai inventato te android, non sta a te decidere cosa debba esserci preinstallato, né google ti impedisce di installare app di terze parti, quindi stiamo parlando del nulla. Al 99% delle persone, le persone normali che non stanno su un blog a scannarsi tra fanboy, non glie ne frega una mazza di queste boutade.

La UE ha cose molto più serie a cui pensare che non mettere i bastoni fra le ruote alle aziende di successo americane come rappresaglia anti-trump, con queste obiezioni capziose. Ma ormai questi pagliacci hanno i mesi contati

io voglio il telefono vuoto.
è mio ci metto io le cose.
non ci arriviamo ? tocca protestare.

quello che ha fatto la UE non è nemmeno scalfire il gigante google.
tanto domani avranno già creato la soluzione per sfruttare ancora di più il monopolio che c'è oggi.

Maicol Strozzacapponi

Non proprio, basta andare sulla pagina principale di google, vai tra le opzioni di cambio motore di ricerca di edge e lì ti spunterà anche google oltre bing. Un po' macchinoso ma questo è.

Say Hello

E Microsoft su Edge ha la opzione per cambiare motore di ricerca, ma non ti lascia selezionare altro tranne Bing o nemmeno a rimuoverlo (nella lista c’è solo bing, il pulsante aggiungi non è cliccabile). Anche se Edge è una porcheria che ho solo voluto provare solo per qualche giorno.

MiniPaul

Apple non è in posizione dominante. Tutto ruota intorno a questo.

Se Apple mette in posizione privilegiata il proprio software, l'utente resta in condizione di poter scegliere secondo le proprie preferenze e necessità.

Come già spiegato da altri, è l'abuso di posizione dominante che rende il comportamento critico: Google, come Microsoft 20 anni fa, è chiaramente in posizione dominante (nel mercato di riferimento).

Moveon0783 (rhak)

Ma è esattamente quello che succede oggi ad esempio nei sistemi operativi Apple. Safari è tra le poche app di default che non puoi disinstallare. Di contro però ti viene data la possibilità di installare browser di terze parti.

Moveon0783 (rhak)

Anch'io uso Firefox su pc. Paradossalmente Chrome è il software di Google che utilizzo di meno, nonostante sia il browser piu utilizzato al mondo sia sul mobile che sul desktop.
Forse sono "di parte" e non so dare un giudizio oggettivo perché per me i software di Google sono imprescindibili persino sul mio iPhone, figuriamoci su Android. Ho anche un Redmi Note 5 e non riesco a immaginarlo senza quel pacchetto di app.
Secondo me il miglior compromesso sarebbe metterli di default ma dare la possibilità di disinstallarli.
La decisione UE è ineccepibile però temo che si aprano scenari poco piacevoli per gli utenti.
È un po'come quello che è successo con l'obbligo imposto agli operatori di tornare alla fatturazione di 30 giorni anziché 28. Formalmente e legalmente ineccepibile, APPARENTEMENTE pro consumatore al 100%, ma poi come è finita? Che ci hanno fatto pagare la tredicesima mensilità spalmando il suo costo nelle altre dodici, e nel caso di Vodafone non hanno spalmato i GB della tredicesima mensilità.
Ecco, non vorrei chd questa decisione europea abbia effetti perversi simili.

Lorenzo

Si, infatti molte persone hanno paura di cambiare marca.

MiniPaul

Questo è possibile, ma non credo sia un problema insormontabile.

La "gente comune" fatica al cambio dell'interfaccia, quindi... :-P

Lorenzo

Sappiamo tutti che si stanno spostando alle gesture. Se ogni produttore farà le sue, android per l'utentte medio diventerà ancora più difficile.

MiniPaul

Quali sono gli utenti che odiano la nuova navbar, considerando che non la ha praticamente nessuno (a parte il Pixel)?

Gli altri, per ora, hanno mantenuto il sistema classico anche su Pie.

MiniPaul

Sempre usato Netscape su Windows, al posto di IE, e parlo di oltre 20 anni fa.
Poi Firefox, poi Opera, poi Chrome... e tutti funzionavano.

Il problema era che IE era l'unico preinstallato, e tra l'altro non poteva essere disinstallato.

efremis

Zzo che casino

uncletoma

Io pensavo più a cose tipo F-Droid :)

Bill Hicks

Sicuramente ha influito, ma il mercato è andato nel senso che dici tu più che altro per una questione di status symbol, poco per le gapps "fighe". Gli oem hanno sempre messo bloatware.
Quello che mi auguro invece è che queste regole europee, prendano sempre più piede tanto da obbligare Google e oem a vendere solo dispositivi con Android stock senza alcun bloatware.

Francesco

ahahahaha

asdlalla3

Tolti i google services.. WA, qualche social e youtube (vanced).

Non so, son propenso a pensare che prima ci spiava gugol e basta. Con questa mossa (potenzialmente) chiunque può avere i nostri dati (se ogni produttore inizia ad inserire un'applicazione "alla play services"? O pensi non sia fattibile?)

Comunque, alla fine andrà a finire che avremo (realisticamente parlando):
1) Meno app google
2) Prezzi maggiori all'acquisto (vuoi o non vuoi, è una scusa per i produttori ad aumentare il prezzo di vendita)
3) App bloatware sostitutive delle app gugol
4) Qualche azienda che proporrà realmente uno smartphone OS+Play store (ma nessuno dei "grandi marchi", ovvio)
In base alla risposta del mercato poi le cose cambieranno..

Andrej Peribar

Onestamente lo chiedi alla persona sbagliata.
Perchè io non faccio uso di social, sia i canonici che quelli strani per mangiare o altro.
La mail che ho su android per accedere al playstore non è la mia mail principale, sallo store ho scaricato solo app di servizi gratuiti di banche, biglietti etc, come breowser uso firefox... quindi sarebbe facile per me dirti certo che ne si può fare a meno.. ma mi rendo conto che non sono l'utente tipo degli smartphone, chi in pratica li usa come principale se non unico device per la vita digitale.

Onestamente non sono appassionato di telefonia, ma manca poco che passo alla mela morsa o mi installo una custom e taglio la testa al toro.

dolcecomeunlimone

Fonte: Presa Diretta del 15 ottobre, due giorni fa.

michi17

sì ok salutami le meravigliose app del Lumia, mica come quello schifo di google... ciaooo

Gabriele_Congiu

Si ma infatti non credo neanche io che possa essere una strada percorribile, anche se è sicuramente il momento giusto per farlo. Detto ciò, il problema è che abbiamo delegato agli altri il compito dello sviluppo tecnologico.

Da un lato non ci sono stati problemi perché tanto era tutto prodotto dal “più grande amico dell’Europa”, dall’altro perché la nostra classe dirigente se ne è sempre fregata di “queste cose da nerd”.

Oggi che le vecchie alleanze non sono più così ferree e indiscutibili, ci ritroviamo con la sola possibilità di utilizzare questi scudi legislativi. Speriamo che qualcosa cambi presto, non tanto per una questione di “europeismo”, quanto per essere in grado di dialogare alla pari.

Moveon0783 (rhak)

No no, ma tutto ciò è ineccepibile! Non voglio dire che la sanzione sia sbagliata, norme alla mano ci sta tutta. Il mio è un discorso più generico.
Quello che voglio dire è: alla luce di come funzionano tutti gli smartphone oggi, quel software per noi utenti è un valore aggiunto o una zavorra? Tutto qua.

Francesco

giàgià, senza ballot screen non si poteva installare un altro browser

Andrej Peribar

Io credo sia improbabile onestamente.
L'utenza è abitudinaria.
Se non trova un servizio che usava, lo scarica.
Può funzionare per un singolo programma, chessò il browser visto che non sanno che usano chrome, ma già per il motore di ricerca o il playstore è impossibile, anche perchè perderebbero gli acquisti.

Il problema non è tanto il trust europeo che con l'attuale dirigenza è anche abbastanza inca§§ato, è che il "vecchio continente" non ha aziende IT per i servizi consumer in particolare.

Ci siamo svegliati troppo tardi

Andrej Peribar
Ps non ricordo bene la faccenda Microsoft, ma se non ricordo male addirittura i browser di terze parti su Windows proprio non funzionavano.

solo a titolo di cronaca, MS ai tempi fu multata anche per windows media player perchè c'era la guerra dei formati in atto e con windows voleva imporre il suo formato audio video.

Il discorso è sempre quello.
Se la cocacola domani apre una linea di snack salati e va dalle 10 catene di distribuzione più diffuse è dice:
<< Se vuoi vendere le bibite del brand cocacola devi comprare anche la mia linea di snack salati, metterli in evidenza sugli scaffali migliori, a prezzo uguale a quello degli altri che devono essere ben nascosti >>

è abuso di posizione dominate

Perchè nessuno rinuncia alla cocacola per aiutare gli altri brand di snack e l'utenza perde concorrenza.

Gabriele_Congiu

Come dici poco sotto, ormai la frittata è fatta, anche se penso che ci sia spazio per un cambiamento drastico, anche se improbabile.

In particolare mi riferisco ai produttori cinesi, i quali potrebbero sfruttare l’occasione per provare a cominciare ad abbandonare Google anche fuori dalla Cina: d’altronde quegli store forniscono app e servizi per più di un miliardo di persone, basterebbe aggiungere le applicazioni più utili in occidente (fondamentalmente social e messaggistica) con i dovuti blocchi regionali, ed ecco che di colpo arriva l’alternativa che scavalca Google.

Chissà che qualcuno non ci pensi, anche se penso (e in realtà spero) che un simile approccio non sia poi così fattibile. In ogni caso questa vicende mette in luce la debolezza dell’Europa sotto questo fronte; dobbiamo per forza dipendere da uno o l’altro.

Andrej Peribar

Adesso senza playstore è impensabile.
Ma la soluzione neutra, intendo non commerciale la si può ritrovare nel mondo FLOSS.
come funziona per le distribuzioni?!
Debian da un sistema operativo con un repository software che ovviamente lei certifica.
Però tu utente puoi banalmente aggiungere o affiancare un repository o un singolo canale distributivo (esempio per un programma specifico).
In un mercato vergine è facilmente intuibile cosa implica questo approccio, che nascerebbero più store.

Ora io comprendo bene che il mercato è anche ritorno economico ma si può benissimo la unica fonte di software è una impostazione nata di recente.

Gabriele_Congiu

Diciamo che in un mondo ideale lo store dovrebbe essere un’applicazione di sistema e non uno strumento concesso con una licenza a sé stante.

Mi si potrebbe dire “si ma il Play Store è uno dei tanti store, ci stanno anche quelli dei singoli produttori, Amazon ecc, quindi se vuoi usi quelli” ma la realtà dei fatti è proprio come dici te: senza un negozio di successo non esiste alcun futuro per una piattaforma mobile.

Google gioca proprio su questa ambiguità: ti offre gratuitamente il guscio vuoto di Android, sapendo che senza i suoi servizi non vale molto, almeno nel mondo occidentale.

Andrej Peribar
Se fossimo in una situazione iniziale di mercato sarebbe diverso, ma oggi i giochi sono fatti.

Ed infatti è questo il discorso che facevo sulla "fotografia del mercato".

Non puoi fare il discorso oggi dopo che l'abuso è stato perpetrato, perchè adesso il software che sono stati imposti sono divenuti anche richiesti.
Va vista la situazione alla nascita del mercato, quando l'abuso è iniziato.
Per questo dico sempre che i trust, poichè fisiologicamente devono intervenire dopo che l'abuso è commesso, devono spaccarle in due le società.

Perchè gli abusi servono a sterilizzare il mercato ed non far imporre la concorrenza quando il mercato è vergine.

Io l'ho detto cosa si meriterebbero.
- multa
- store in licenza gratuita per almeno tot anni quanti di abuso
- nessun vincolo sulle installazioni di app
- le funzioni di sistema svincolate dai play service

questo potrebbe dare la possibilità ad un mercato di riformarsi.

altro che "bundle di applicazioni"

Moveon0783 (rhak)

Grazie del chiarimento. Però l’ultima frase invalida il discorso precedente. Oggi come oggi, che sia iOS o Android, la fortuna di un sistema operativo mobile lo fa lo store. E la indecorosa fine fatta da Windows Mobile sta lì a dimostrarlo.
Credo quindi che per l’utenza sia uno svantaggio non stare al gioco di Google. Se fossimo in una situazione iniziale di mercato sarebbe diverso, ma oggi i giochi sono fatti.
Ps non ricordo bene la faccenda Microsoft, ma se non ricordo male addirittura i browser di terze parti su Windows proprio non funzionavano.

Andrej Peribar
Si che è quello punto. Perchè l'abuso implica che non ci sono alternative e qualcuno se ne approfitta

No.
L'abuso non implica che non ci sono alternative.
Altrimenti gli basterebbe dire, usate iOs.
L'abuso è quando spingi un prodotto usando un out-out con un prodotto dominante.

Google semplice dice che se vogliono usare il suo store devono installare le altre app di google

Che è appunto abuso di posizione dominante.

Aster

si quello si,che non e scontato per la maggior parte degli utenti.Quindi un casino.

Gabriele_Congiu

Infatti la questione ha riguardato Microsoft in passato. Erano i tempi in cui veniva contestato l'abuso di posizione dominante a vantaggio di Internet Explorer, cosa che ha costretto Microsoft ad offrire alternative alla prima accensione.

La differenza oggi non risiede nel fatto che Windows sia a pagamento e Android no, ma nelle politiche adottate da Google per favorire i suoi prodotti a discapito della concorrenza. Se un OEM PC vuole preinstallare Discord o Curse sui suoi prodotti, come alternativa a Skype, può farlo senza problemi, mentre su Android hai forti vincoli (lo puoi fare, ma devi dare più visibilità alle proposte Google).

Tutta la questione verte attorno al "ricatto" del Play Store. Lo vuoi installare per avere una chance di vendita dei tuoi dispositivi? Bene, allora accetti tutta una serie di regole che ammazzano sul nascere ogni concorrente.

Google si salva la faccia con la questione dell'Android gratuito e open source, ma la realtà è che un dispositivo Android senza i suoi servizi vale poco più di un Tizen o Sailfish OS qualsiasi.

Ciorius

Si che è quello punto. Perchè l'abuso implica che non ci sono alternative e qualcuno se ne approfitta. In questo caso le alternative ci sono. Samsung, Huawei, OnePlus possono farsi il loro store e non usano i servizi google stop. Google semplice dice che se vogliono usare il suo store devono installare le altre app di google

Michael Polisini

La nuova bar e presente di default solo sui Pixel ed i prodotti che rendono predefinite le gesture, danno comunque la possibilità di tornare al sistema classico

L'identikit degli smartphone TOP di gamma 2020: più cari, più grandi, 20:9 e 5G | Video

Motorola Razr 2019: un tuffo nel passato e uno sguardo al futuro | Anteprima Video

Recensione Google Pixel 4 e confronto con iPhone 11 Pro

Xiaomi Mi Note 10: live batteria (5260 mAh) | Fine ore 22:45 con il 14% rimanente