Tutti i benchmark per il nostro device Android

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Dall'alba dei tempi, una caratteristica è rimasta costante nel genere umano: la spacconeria riguardo alle proprie cose. Il principio del "il mio è meglio del tuo" ci ha accompagnato durante tutte le fasi della nostra evoluzione. Dal bue che ci arava il campo ai... cavalli dentro al cofano dell'auto, è sempre stato un susseguirsi di vanterie e invidia. Naturalmente la tecnologia non è stata immune dal fenomeno, anzi. Già dai tempi del boom dei PC, l'ossessione per chi ce l'aveva più veloce ha contagiato la maggior parte di noi geek di tutto il mondo. E tra chi sceglieva la via del "tuning", con overclock sempre più improbabili, e chi semplicemente sborsava capitali ingenti per accaparrarsi il meglio del mercato, la necessità era sempre quella: trovare un sistema imparziale e onesto per determinare, senza dubbio o incertezza, chi ce l'avesse migliore di tutti. Ecco quindi nascere i benchmark, software che stressano i componenti chiave delle performance di un dispositivo elettronico (in genere processore, chip grafico e memoria). Oggi il boom è appannaggio degli smartphone, e il fenomeno si ripete. In ambiente Android, poi, è amplificato dalla miriade di configurazioni e produttori hardware disponibili sul mercato.
Ci sono molti benchmark diversi disponibili per la piattaforma del Robottino. Andiamo a vedere i principali.


Consigliata a:

È l'ideale per chi si avvicina per la prima volta al mondo del benchmarking.

Uno dei benchmark più diffusi e apprezzati del mercato, AnTuTu ha fama di imparzialità ed eliminazione repentina dei risultati imbroglioni. È anche uno dei database più forniti per le comparazioni, e vanta una community di utenti fiorente e molto attiva. È un peccato che l'interfaccia sia così grossolana.

È molto difficile stabilire se un benchmark è davvero imparziale. Forse, completamente impossibile. Come abbiamo visto, le suite di benchmarking sono l’unione di test singoli, specifici per un determinato componente: processore, chip grafico, memoria eccetera. Il problema è che non tutti i processori hanno un’architettura uguale. Non è una mera questione di potenza: ci sono delle caratteristiche, dei veri e propri “marchi di fabbrica”, che variano da un produttore all’altro. Ad esempio, i Tegra di nVidia sono particolarmente performanti nell’ambito della grafica 2D / 3D, mentre i processori Qualcomm Snapdragon sono molto più potenti per quanto riguarda i calcoli “classici”. Dipende molto da come sono disegnati, dal numero di core e dai set di istruzioni che vengono inclusi al loro interno. Se un benchmark sfrutta una particolare istruzione, o un particolare tipo di trasferimento dati o chissà che altro, che è presente solo sui chip di un produttore, questi ne saranno immediatamente avvantaggiati. Però, perché il benchmark ha determinato che quella particolare istruzione va sfruttata? Perché vuole essere di parte, o perché quella istruzione è effettivamente molto utile e in grado di fare la differenza per l’utente finale? E inoltre, chi prende queste decisioni?
Insomma, non è opportuno prendere i risultati dei test troppo sul serio, né basare le decisioni d'acquisto su di essi. Conviene sempre provare con mano, o almeno leggere le recensioni online.

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