Fotografia e Android: I collage

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Continua il nostro viaggio nell'universo della fotografia mobile. Abbiamo visto come applicare filtri vintage, cimentarsi nel fotoritocco e condividere i risultati; oggi analizzeremo app per creare dei bei collage. Grazie alle nuove possibilità fornite dai sistemi di controllo degli smartphone (touchscreen, sensori vari), gli sviluppatori si sono davvero impegnati nel realizzare app sì utili, ma anche divertenti e semplici da usare. Ancora una volta, insomma, la promessa è: risultati di ottima qualità, alla portata di tutti. Andiamo quindi a conoscere i migliori software per il Robottino.


Consigliata a:

Chi richiede uno strumento versatile e completo per creare collage da condividere in forma digitale.

Photo Grid offre una versatilità difficile da eguagliare. Quattro modalità di collage (griglia classica, libero e colonna / riga singola), controlli manuali del layout completi al 100% e diversi strumenti aggiuntivi per personalizzare, modificare e rendere unici i nostri lavori. È compatibile addirittura con Android 1.6, ma l’interfaccia è piacevole e nasconde con efficacia i limiti delle vecchie grafiche. L’unico vero problema sono le limitazioni tecniche: massimo nove foto per collage, e dimensioni massime 1024p. Non è certo granché, se volete stampare, ma più che sufficiente per un uso digitale (social network, condivisione con gli amici, eccetera).


Consigliata a:

Tecnicamente, non ha nulla da invidiare a Photo Grid, anche se a noi i risultati ottenuti sembrano inferiori.

PhotoShake è un’app con una personalità doppia: facile e immediata all’inizio, ma dettagliata e ricca di funzioni nei passaggi successivi. Utile sia per chi non ha troppo tempo o voglia da dedicarci, sia per chi invece vuole un risultato più personale e completo. Purtroppo non ci ha convinto molto: il mosaico “classico” non supporta più di otto foto per volta, e i layout della griglia disponibili nella versione gratuita sono molto pochi. Se ve la sentite di spendere 1.50€ la situazione migliora molto, specialmente grazie all’idea geniale di includere un editor della griglia. In generale, comunque, abbiamo apprezzato di più i risultati ottenuti con Photo Grid.


Consigliata a:

Chi necessita della massima risoluzione possibile per i propri collage, senza preoccuparsi troppo della personalizzazione e accontentandosi dei pochi layout precaricati.

Camera Zoom FX fa bene davvero tante cose, ma i collage fotografici non sono una di quelle. La scelta di griglie e layout, la quantità di opzioni e possibilità di personalizzazione, l’intuitività e la rapidità d’uso, sono tutte aree in cui lo strumento collage risulta nettamente indietro rispetto alle app dedicate. Certo, ha anche i suoi lati positivi; ad esempio, è in grado di creare immagini di dimensioni doppie, fino a 2048 x 2048 pixel. Ma non è abbastanza.


Consigliata a:

Chi preferisce sacrificare un po’ di versatilità e facilità d’uso in favore di un set molto completo di strumenti fotografici (filtri, maschere, disegno a mano libera, interfaccia per fotocamera, social network...)

Come strumento per creare collage, la versatile e vastissima suite fotografica PicsArt non è l’alternativa migliore sul mercato. Le app dedicate sono più facili da usare, e il processo di creazione di un collage richiede meno tempo. Anche la scelta di texture, controlli e funzioni è meno ampia, ma abbiamo molti più layout tra cui scegliere - e che supportano anche 10, 12 foto. Furba l’idea di implementare un formato apposta per la copertina di Facebook. Le dimensioni dei file risultanti sono grossomodo analoghe a quelle delle altre app, ed è possibile salvare sia in PNG che in JPG.


Consigliata a:

Va bene per giocare con l’interfaccia e divertirsi un po’, ma le app concorrenti hanno molte più opzioni e sono molto più versatili.

Pic Collage è relativamente nuovo sulla scena, ma si è già ricavato una nutrita schiera di appassionati utilizzatori. Il merito, principalmente, è dell’interfaccia, intelligente e avanzata come non ne abbiamo mai viste in questa categoria. Tutte le modifiche, tutte le manipolazioni delle foto avvengono tramite gesture multi-touch. Il sistema non è ancora proprio perfetto: ogni tanto si combinano pasticci inavvertitamente (complice anche le dimensioni contenute dei display dei telefoni, bisogna precisarlo). Il resto delle funzioni e degli strumenti, purtroppo, non è ancora all’altezza delle concorrenti: poche opzioni, poca flessibilità. Eccezione degna di nota: un’elaborazione delle foto decisamente completa ed esaustiva, grazie all’implementazione dell’SDK grafica Aviary.


Consigliata a:

Chi cerca un’intera suite, ed è disposto a rinunciare a qualche funzione di app dedicate.

Cymera è un’app talmente vasta che sarete scusati, se la funzionalità collage passa inosservata sotto al vostro naso. È solo uno degli strumenti di questa suite completa e versatile, ma che quasi non fa rimpiangere le app dedicate. Abbiamo a disposizione due modalità, griglia e libera, in cui possiamo inserire un massimo di sei foto (sì, sono poche) ciascuna. I layout sono molteplici, e più particolari di quelli che abbiamo visto nelle concorrenti. I controlli sono comodi e intuitivi, basati tutti sulle gesture multi-touch, ma se i riquadri sono piccoli usare due dita può diventare molto scomodo. Abbiamo tanti sfondi da scegliere, e qualche marginale controllo su bordi e arrotondamento degli spigoli. Le dimensioni sono in linea con la concorrenza, ma comunque per nulla entusiasmanti: 1MP (lato lungo 1024 pixel) al massimo.

Purtroppo, ancora una volta, la promessa è stata mantenuta solo in parte. I collage risultanti sono belli, vari e fantasiosi e le app sono davvero piacevoli, fresche e divertenti. Il problema sono le dimensioni: ideali per l’uso online (album fotografici, condivisione sui social network, persino la copertina del diario di Facebook), ma assolutamente insufficienti per la stampa. La maggior parte delle app che vi abbiamo proposto (e che vi proporremo in futuro) non sono in grado di creare file più grossi di 1024 x 1024 pixel. A 600 DPI, che per capirci sarebbe la risoluzione delle foto stampate dal fotografo, si traduce in un quadro di circa... 4 per 4 centimetri. a 72 DPI, ovvero risoluzione poster, si sale a 36 cm, ma visti da vicino risultano notevolmente sgranati. La limitazione è purtroppo di natura hardware: servirebbe un equipaggiamento di livello PC, specialmente per processore e memoria, per poter manipolare immagini di grosse dimensioni.

Ci accorgiamo sempre più spesso che vorremmo le app del nostro smartphone sul nostro PC. La dice decisamente lunga su quale sia il mercato trainante, non vi pare?

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