Come ascoltare la musica in streaming: le app per Android

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Ormai la musica su supporti fisici sta tramontando: dopo diversi anni di tumulto, di transizione, sta finalmente iniziando l'era del digitale. Le major stanno tornando a guadagnare e la pirateria è in calo. Per una volta, ha vinto il consumatore: le etichette l'hanno capita. 23 Euro per un CD erano ormai una richiesta ridicola. I negozi di MP3 sono nel pieno della forma: iTunes è un successo ormai da anni, e anche i concorrenti - Google Play e Amazon MP3, ad esempio - se la passano piuttosto bene. Ma c'è già chi vuole compiere il passo successivo, quello che secondo noi è la soluzione definitiva: l'ascolto illimitato in streaming, senza necessità di scaricare nulla, pagando un canone fisso mensile. Insomma, la musica on demand, a richiesta.

La differenza con le normali webradio è enorme: qui possiamo scegliere noi cosa ascoltare, in qualunque momento, da una libreria di milioni di tracce liberamente esplorabile. Legale al 100%, economico, mobile-ready. Andiamo a vedere i migliori servizi attualmente disponibili per il Robottino.


Consigliata a:

Spotify vanta il miglior client, il miglior network a supporto, e un database molto ampio. È la nostra prima scelta, e lo raccomandiamo a tutti voi.

Finalmente disponibile anche in Italia, Spotify è il servizio di musica on demand di maggior successo sul mercato: il catalogo di tracce è vasto, le funzionalità aggiuntive tante, e naturalmente non manca la parte social.


Consigliata a:

Vale la pena solo se valutate il database musicale migliore di quello di Spotify.

Ora prendete Spotify, e immaginate di realizzarlo peggio - solo un po'. Ecco Deezer. Più o meno stesse funzioni, stesse caratteristiche e stesse qualità, ma più approssimative, meno attraenti. Il client è un po' noioso, e la parte social è deludente.


Consigliata a:

Utenti particolarmente attenti alla qualità dell'interfaccia e dell'esperienza utente in generale.

Rdio vanta l'interfaccia migliore del lotto, sia come sito Web che come applicazione Android. Il database è un po' meno vasto degli altri due, ma ha alcuni autori in esclusiva da tenere in considerazione. Molto interessante la riproduzione sincronizzata: una canzone pausata sul PC può essere ripresa dallo stesso punto sullo smartphone, e così via. La music discovery non è davvero nulla di eccezionale, invece.


Consigliata a:

Chi vuole spendere gli stessi soldi per ottenere meno.

Per la terza volta, Napster rinasce e tenta di rilanciarsi come servizio di streaming musicale. Ormai non c’è più nessuna traccia di quello che una volta è stato l’alfiere della distribuzione di musica digitale, anche se un tempo era illegale. È poco più che un marchio, un marchio ben conosciuto e diffuso, che l’attuale proprietaria Rhapsody ha deciso di sfruttare. Le caratteristiche sono analoghe a quelle dei concorrenti più affermati - Deezer, Rdio, Spotify - ma la qualità realizzativa è indietro di qualche passo. L’interfaccia non è molto ben rifinita, e le funzioni accessorie, come music discovery, esplorazione e social networking, sono ben lungi dal poter essere definite al top. Calcolando anche che la qualità dello streaming è tra le più scarse, e che il prezzo è in linea con quello dei concorrenti, riteniamo che, per questa nuova incarnazione di Napster, la partenza sia tutta in salita.


Consigliata a:

Chi è alla ricerca di un sistema nuovo (vecchio) di condividere, scoprire e parlare di musica.

Ne abbiamo già parlato spesso, nei nostri articoli: al giorno d’oggi, scoprire nuova musica è molto più arduo di un tempo. Servizi automatizzati come Spotify o Pandora ci provano, con algoritmi sempre più avanzati e intelligenti, ma secondo noi una volta era meglio: le cassette - compilation che ti passavi con gli amici, quelle sì che erano una grande fonte di succulente novità (e infinite discussioni; ma il bello era anche quello). Perché non era un computer, per quanto potente e accurato che sceglieva: era una persona, con i suoi gusti, il suo stile. Nell’epoca digitale, le compilation sono un po’ venute a mancare. Non c’è mai stato un servizio che le riproponesse in maniera davvero efficace. Almeno, non prima di 8tracks. Se siete dei grandi appassionati di musica, non potrete rimanere immuni al suo fascino.


Consigliata a:

A meno che non siate già utenti del servizio, c'è molto di meglio sulla scena.

Quando un "big" del mercato arriva sulla scena, le aspettative della community sono sempre molto elevate; per poi essere puntualmente deluse, specialmente nei primi mesi di lancio. Xbox Music non fa eccezione, anzi, è uno degli esempi più calzanti. Le mancano molte cose: la discovery, nella forma di Smart DJ e Smart Playlist, sono disponibili solo per dispositivi Windows 8 e Xbox 360; l'esplorazione è del tutto assente; e non è possibile completare le lacune della libreria autonomamente, caricando i propri MP3 come avviene in Google Play Music. In compenso, abbiamo buone performance del network, alta qualità audio, e un'app dall'interfaccia elegante, minimal e curata. Calcolando i costi del tutto analoghi a Spotify, non c'è ragione di preferirla - per ora, naturalmente.

Allora, avete scelto la vostra prossima fonte illimitata di musica, completamente legale e di alta qualità? O non vi sentite ancora pronti ad appendere la benda da pirata al chiodo e vi schiererete con quelli che ritengono che i prezzi sono ancora troppo alti? Noi... nessuna delle due.

Da una parte, siamo fermamente e assolutamente convinti che, per quello che offrono questi servizi, dieci euro al mese siano un prezzo onesto. Lo ripetiamo ancora una volta: oltre venti milioni di brani ad alta qualità, senza limite di ascolto e con la consapevolezza di supportare gli artisti che amiamo. Dall’altra, ci sono le grosse limitazioni delle attuali tecnologie a supporto. Ad esempio, ascoltare due o tre ore di musica continuativa sul nostro smartphone collegato alla rete 3G significa prosciugargli un buon 50% di batteria almeno, per non parlare dei ridicoli limiti di traffico che gli operatori impongono sui loro abbonamenti.

L’audiofilo esigente che è in noi, inoltre, non è disposto a rinunciare ad alcune funzionalità secondarie ma molto importanti. AutoPlaylist/Smart Playlist? Equalizzatori avanzati, audio enhancers, ReplayGain e Gapless Playback? Lyrics? Niente di tutto questo. Saremmo soddisfatti da un’app come PowerAmp che ci fornisca un servizio come Spotify, con il catalogo di iTunes, la music discovery personalizzata di Pandora, e la bella grafica/stabilità della rete di Google Play Music

Sarebbe il prodotto perfetto. Siamo troppo esigenti, addirittura incontentabili? Forse, o forse siamo solo troppo abituati a guardare al futuro. Perché in realtà la rivoluzione digitale è appena iniziata: scommettiamo che tra due o tre anni avremo tutto questo, e anche di più!

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