Google parla di Project Treble, Android modulare per update più veloci

18 Maggio 2017 57

Ormai lo sanno anche i muri, le persone non tecnologiche e i muri delle persone non tecnologiche: uno dei problemi principali della piattaforma Android è la lentezza degli aggiornamenti software. I numeri sono impietosi: mentre siamo già alla seconda Developer Preview di Android O, Android 7.0 Nougat, rilasciato lo scorso autunno, ha raggiunto solo il 7 per cento dei dispositivi (dati aggiornati a maggio 2017). Android 6.0 Marshmallow, che ha ormai un anno e mezzo di età, supera di poco il 30 per cento. L'ultimo iOS, il 10, è stato rilasciato a settembre, ed è già installato sul 79 per cento dei dispositivi (dati di febbraio).

Le argomentazioni di entrambi i versanti sono ormai trite e ritrite per tutti (tanti dispositivi diversi contro pochissimi modelli, Google fornisce solo il codice poi sta ai produttori adattarlo...), fatto sta che finora Google non ha trovato un sistema per migliorare in modo concreto le cose. Ciò non significa che non ci provi: e Project Treble è il tentativo più recente.

Il progetto è stato annunciato pochi giorni fa sul blog per sviluppatori Android. Fondamentalmente si tratta di "suddividere" in comparti stagni il codice del sistema operativo, separando il framework e l'interfaccia dal codice che serve a far funzionare l'hardware. I passaggi fondamentali della produzione di un aggiornamento software di Android sono 3:

  1. i fornitori hardware - Qualcomm, MediaTek, Exynos... - prendono il codice sorgente prodotto da Google e lo adattano all'hardware dello specifico dispositivo
  2. i produttori software - Samsung, HTC, Motorola - prendono il codice del punto 1 e lo modificano ulteriormente a seconda delle loro esigenze, implementando i loro software e servizi, ritoccando l'estetica e così via.
  3. gli operatori di rete - Telecom, Vodafone, Wind - modificano il codice per la terza volta aggiungendo le proprie modifiche.

Project Treble, grazie alla nuova "Vendor Interface" realizzata in collaborazione con i produttori hardware, può rendere superfluo il primo passaggio. È un paragone molto grossolano, ma può aiutarvi a capire meglio le cose: è un approccio simile a quello di Windows, in cui i driver si aggiornano più o meno indipendentemente dal sistema operativo e viceversa.

Durante la conferenza Google I/O 2017, in corso proprio ora a Mountain View, CNet ha avuto modo di parlare con Hiroshi Lockheimer e David Burke, rispettivamente boss assoluto e VP of Engineering di Android. Entrambi ne parlano come una delle modifiche più radicali a basso livello del sistema operativo di sempre. Dice Burke:

Treble è letteralmente l'operazione più profonda che abbiamo fatto su Android finora. [...] Il nostro obiettivo è, possiamo ridurre il numero di mesi che separano la presentazione di una nuova versione di Android dal suo arrivo all'utente finale? Alla fine è tutta una questione di cercare di rendere le cose più facili - lubrificare gli ingranaggi dell'intero ecosistema.

È chiaro che, benché ci sia ottimismo sulla bontà del progetto, nessuno si illude che si riusciranno a raggiungere le performance di iOS dall'oggi al domani. Dice Lockheimer:

Non significa che avremo aggiornamenti automatici; si tratta pur sempre di lavoro da fare. E qualcuno quel lavoro lo deve fare.

Ulteriori dettagli su Project Treble verranno rilasciati in concomitanza con il debutto ufficiale di Android O questo autunno.

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Commenti

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Dwarven Defender

google è riuscita ad entrare forte solo nel mercato non presidiato da Apple...

ErCipolla

Certo, ma un'architettura del genere facilita molto le custom rom, quindi un utente può "tirare avanti" di più. Per quello dico che agli oem non so quanto piaccia. Vedremo

Questa sarebbe stata la strategia Microsoft, ma ha miseramente fallito.

Project treble permette di aggiornare in tempi brevi, non li costringe ad aggiornare per anni...

Project treble permette di aggiornare in tempi brevi, non li costringe ad aggiornare per anni.

Ci prova da anni, ma se sta facendo qualche smartphone Tizen direi che non se ne è accorto nessuno.

Forse ti è sfuggito quanto mercato ha Android e quanto ne ha iOS. Il modello Apple-o-quasi ha senso solo se riesci a creare una certa quantità di gente sbavante davanti ad un prodotto bello e brava a fare tutto tranne a giudicare il valore di uno smartphone.

xpy

Utopia purtroppo

xpy

Penso che arriverà su tutti quelli che riceveranno android o

NicoRoma90

direi di no... il kernel non è lo stesso per tutti

Tom

Quindi dovremmo evitare di comprare qualsiasi smartphone per almeno un anno, visto che Project Treble arriverà solo sugli attuali Pixel e su tutti i telefoni che verranno commercializzati direttamente con Android O?

Tiwi

spero sia vero, se non proprio cosi, almeno su questa strada..

pisqua187

lineage no ha 2 sviluppatori che seguono 150 telefoni. questa fornisce il software di sviluppo da developer che vogliono destreggiarsi...tante volte a gratis ed è qui che esce la magia..appassionati piu software dato a gratis= miglior ottimizzazione. ma tante volte si tramuta in "appassionato alla caxxxo+software gratis= sviluppo di merxda

Neutron

io sono utente android dalla 2.1
e dalla 2.1 sento dire, ogni anno, aggiornamenti più veloci... quindi sorry, non ci credo più.
ma detto questo, è dalla 4.4 o giù di li, che non vedo la necessità spasmodica di aggiornamenti continui e fulminei (anche se li ho comunque, avendo un nexusi
tolte le patch di sicurezza, i miglioramenti sono ormai minimi e quasi impercettibili per l'utente medio... quindi questa rincorsa all'aggiornamento è quasi solo marketing e statistica, imho

Youngstown

sarebbe tutto più semplice se android non fosse più open source: unifichi licenza android e licenza play store, stringi contratti con le case produttrici di hardware e di telefoni e li vincoli ad aggiornamenti dei device in tempi rapidi. Per andare incontro alle loro loro esigenze di obsolescenza dei dispositivi al fine di vendere i telefoni (non ci illudiamo, è normale e non c'è nulla di male il capitalismo funziona così) limiti gli aggiornamenti disponibili per device a 3. Due per garanzia più uno perchè siamo simpatici. Alla fine Apple dimostra che ci sono sviluppatori anche su piattaforme proprietarie e non open

d4N

Eh appunto, è quel che dicevo :)
Ma non vendono per convenienza del cliente, ma per convenienza loro, per questo sicuramente fanno pressione a Google perché determinate dinamiche rimangano così.
Altrimenti penso proprio che avrebbe già aggiornato Android ad un sistema simil Windows, con aggiornamenti software singoli invece che legati al brand.

ghost

In realtà sarebbe vantaggiosissimo per noi non tanto perché non dovremmo cambiare cellulare ma perché come per Windows la spinta non la darebbe più l'hardwar ma il software. Detto in parole povere cambieresti il telefono non per avere l'ultima versione di android ma perché (esempio) il tuo telefono non è abbastanza potente per sfruttare appieno l'ultima versione di Photoshop o l'ultimo gioco disponibile

Minestra Riscaldapple

quello intendevo

Minestra Riscaldapple

lei passa a tizen e samsung perde tre quarti dei clienti
samsung torna ad android.

adimo

Il fatto è che non c'è alcuna licenza Android, i sorgenti sono open source e liberamente modificabili. Le uniche licenze sono relative al Play store.

d4N

Credo siano le marche stesse a chiedere a Google di evitare questo tipo di aggiornamento, altrimenti si renderebbero inutili tutti i nuovi device.
Non credo ci voglia molto a replicare la situazione stile Windows, con un OS di base e i driver sovrastanti che si aggiornano a loro volta, ma questo renderebbe gli smartphone praticamente eterni.
La loro tattica è legare gli aggiornamenti al dispositivo stesso, scaduti i due anni si passa al nuovo.

roscowphate

Manca un punto: io Samsung passo a tiizen (mi sembra di ricordare si chiami così il loro so)

Minestra Riscaldapple

- Io google e tu Samsung firmiamo un contratto.
- Io google rilascio le patch di aprile.
- Se tu Samsung entro 30 giorni non rilasci l'aggiornamento per ogni dispositivo che hai messo in vendita negli ultimi 24 mesi, mi devi 1.000.000$.
- Se non firmi il contratto non ti do in licenza android.
- Risolto.

ErCipolla

Sarebbe una svolta epocale se veramente fosse implementata come descritto.

Soprattutto per quel che riguarda il modding, se veramente google e produttori hardware fornissero i driver generici e unificati per le varie componenti e il framework fosse compartimentato altrove, praticamente fare il porting di una qualsiasi custom rom sarebbe poco più di un copia incolla e una ricompilazione (una volta che il framework della suddetta custom rom sia stato reso compatibile con la nuova architettura del sistema).

Sarebbe una cosa così bella che mi pare quasi strano la facciano veramente... sento puzza di inc*lata... anche perché ai produttori non gliene viene nulla in tasca, anzi rischiano di perderci.

ErCipolla

Le falle di sicurezza (quelle serie) gran parte delle volte stanno nel kernel o nei relativi moduli e librerie native... praticamente impossibili da aggiornare via Play Services, bisogna flashare da recovery in questi casi.

ViNicolosi

Ma forse nelle prime versioni intendi?
L'ho usata di recente ed è molto meglio anche di Rom basate sulla lineage stessa.

boosook

credo che sia un cane che si morde la coda... se l'app e' di sistema, non puo' aggiornarsi, se non lo e' non ha i permessi di modificare la partizione di sistema, modificare questo sarebbe penso un potenziale buco di sicurezza...

Andrea65485

Si potrebbe mettere l'accesso al root tramite password, password che viene data esclusivamente ai play services e poche altre app "di fiducia"

icos

In certi casi mancano i driver, se non hai quelli puoi metterci tutta la buona volonta' del mondo ma al limite tiri fuori una delle tante rom custom. Per carita' meglio che nulla e fortuna che ci sono community piene di appassionati, ma se ti chiami cicciobaldo puoi rilasciare qualcosa che ogni tanto si pianta o non ha una fotocamera perfettamente funzionante, se ti chiami Samsung o LG non puoi farlo e rimani sulla vecchia release che per lo meno funziona.

icos

Quello e' il meno, il problema piu' grosso e' sono i punti prima: gli OEM impiegano piu' o meno tempo a seconda di quanta porcheria devono metterci dentro, mentre i produttori devono rilasciare i driver e non sempre lo fanno. Se il punto uno viene a mancare hai gia' finito, per questo Google si sta concentrando su quello, almeno potrebbe esserci una speranza che gli OEM non aspettino mesi a rilasciare le proprie versioni.

icos

Le patch di sicurezza non e' che le scarichi e le metti in un angolo,
devi applicarle o non servono a nulla. A seconda di cosa vanno a coprire hai bisogno di vari
livelli di accesso e se dai l'accesso come root qualunque altra applicazione puo' usarla.

Andrea65485

E col sistema delle posizioni non potrebbe funzionare?

NicoRoma90

e come lo patchi kernel dai play services?

Andrea65485

Se i play services avessero i permessi di root penso che si potrebbe fare, google potrebbe concedere a quell'app il root a prescindere dallo stato del telefono no? In alternativa si potrebbe suddividere android in 2 partizioni, 1 per android vero e proprio e 1 per le patch di sicurezza che cosi facendo si potrebbero aggiornare in maniera indipendente

azi_muth

Se fosse semplice...sarebbe già così...

CAIO MARIOZ

In usa e altri mercati i telefoni Android degli operatori sono pieni di schif0, spesso anche non disinstallabile

ferrarista10

Ok, I problemi possono capitare, ma trovo assurdo che un telefono praticamente stock e con hardware identico ad un Nexus sia indietro di una versione, quasi 2 tra un po'

Tony Musone

vero... se non si hanno bug strani e ci si trova bene con una data versione android non trovo che sia necessario aggiornare se non per le patch di sicurezza, quelle dovrebbero poter essere regolari e distribuite direttamente da google.

Mako

già lo sono, ma alcune devono proprio agire a livello di sistema e il play services non basta

Andrea65485

Ancora non è stato deciso, voci di corridoio parlano di Oreo, ma il nome finale ancora non c'è

Andrea65485

Quella parte si potrebbe risolvere semplicemente integrando le patch di sicurezza nei play services

azi_muth

Puoi anche avere un versione vetusta di android ma il problema vero sono le patch di sicurezza. Con il sistema attuale è troppo facile rimanere scoperti.

Valentino Rendina

Credo che ora convenga un jelly Bean 2.0

ice.man

IMHO la colpa è tutta e solo dei produttori dei chipset, perchè il resto lo potrebbe benissimo fare la community partendo da rom stock e facendo a meno dei servizi e personalizzazioni dei singoli produttori
.
il paragone è molto semplice: nel mondo x86 Linux gira tranquillamente su tutto l'hawrdware disponibile, pure sui notebook
.
Lo stesso Torvals si è lamentato sulla frammentazione dell'architettura ARM che ha troppe customizzazioni di basso livello

ice.man

questa è la traduzione di quanto dichiarato da google
In USA e molti altri mercati i telefoni sono distribuiti solo ed esclusivamente dai provider che si comportano cosi

Fabrizio La Daga

Google non ha interesse a velocizzare gli aggiornamenti. Chi è fissato con gli aggiornamenti sicuramente cambia uno smartphone ogni 2 anni o poco più. Gli altri utenti nemmeno sanno quale versione Android usano e spesso se gli aggiornamenti sono profondi dal punto di vista grafico possono anche risultare fastidiosi per la confusione che generano.
Il problema dal punto di vista commerciale praticamente non esiste.
I produttori lo sanno e non supporteranno mai per tanto tempo i dispositivi vecchi per l'ovvio motivo del ricambio soprattutto in questo periodo di saturazione e di appiattimento delle prestazioni/funzionalità.
Dal punto di vista degli operatori non saprei, basterebbe solo imporre applicazioni del marchio non disinstallabili e non un intervento così profondo ma non conosco le vere ragioni.
Secondo me la frammentazione é un problema/non problema.

deepdark

Lineage li supporta tutti perché li supporta male. Un colpo non va questo, un altro non va quello e così via.

deepdark

Il punto 3 si può evitare facilmente. Gli operatori usano solo ed esclusivamente una app e basta.

geepat

Se vedi i precedenti, non è che con i Nexus ci sia da stare tanto più tranquilli..

Matteo Beltrami

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