Maru OS sposa la filosofia dell'open source, presto il codice sarà aperto a tutti

13 Febbraio 2016 22

Ne abbiamo parlato proprio pochi giorni fa di Maru OS, una distribuzione Android per smartphone che, una volta connessa ad un monitor, si trasforma in una distribuzione Linux grazie ad LXC Linux Container, un tool che permette di adattare la UI senza riavviare o modificare nulla all'interno del sistema operativo, riprendendo in parte il concetto di Continuum. Sullo smartphone continuerete ad usare Android e al tempo stesso vedrete Debian sul monitor esterno.

Nonostante questo progetto si sia fatto conoscere soltanto da poco, il suo sviluppo risalirebbe addirittura al 2013 e proprio attraverso una lettera aperta da parte del suo creatore, apprendiamo come il successo in circa due anni abbia raggiunto livelli tali, da lasciare letteralmente incredulo persino Preetam D’Souza, ideatore di Maru.


Prima attraverso migliaia di messaggi di posta elettronica di utenti "pronti ad offrire supporto in qualsiasi modo", poi attraverso donazioni del tutto spontanee, Maru OS si è così trasformato da qualcosa di indipendente ad un progetto decisamente più grande. Per aumentare la sua popolarità e velocizzare il suo sviluppo, Preetam ha deciso di plasmare il suo lavoro alla filosofia open source, rendendo disponibili i sorgenti non appena sarà possibile.

Ovviamente ci vorrà del tempo, ma in questo modo si potrà lavorare su più fronti ed introdurre cambiamenti importanti già a partire dalle prossime versioni beta. A questo indirizzo, potrete leggere l'annuncio del suo creatore sul passaggio di Maru OS alla filosofia open source, aspettando che la visione condivisa di questo progetto possa fare il suo corso.

L'atipico che non delude in Italia? Meizu MX6, compralo al miglior prezzo da Amazon a 327 euro.

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Commenti

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ferragno

speriam ^_^

glukosio

ora che è open source si potrà compilare per qualsiasi dispositivo ;)

ferragno

peccato che ci vuole un nexus 5, potevo usare lo zenfone 2, almeno sfrutto i 4gb di ram ^_^

Alessandro Gnola

Non è uguale. Io uso Ubuntu 12 x lavorare e android come smartphone. Però sono uno sviluppatore. Per un utente che usa molto lo smartphone ed il PC solo nelle funzioni principali(tipo word ed excel),remix os o un sistema simile,può diventare uno strumento interessantissimo. Alla fine usi un solo strumento con cui fai praticamente tutto.massima convergenza ed ottimizzazione degli strumenti

Alessandro Gnola

Io ho provato ad installare remix os ma mi sembra sia ancora in fase embrionale. Tuttavia rimane un progetto molto interessante

Simtopia23

Per me resta una novità abbastanza inutile: anche per i mercati emergenti non ce li vedo a comprarsi monitor e tastiera solo per l'eventuale possibilità di attaccare il tuo smartphone (con prestazioni da mani nei capelli se è come Continuum).

Molto meglio soluzioni tipo Remix OS dove hai già un Android per la produttività.

Simtopia23

Perché in realtà ha già diversi tool e tricks se hai "smartphone Android + Chromebook".

Devi considerare che al momento il pc secondo Google è ancora Chrome OS, magari dal prossimo anno quando dicono si avrà la convergenza dei due OS.

xado

Eh purtroppo la separazione di contesto tra i due OS è mantenuta. Però chissà che nel prossimo futuro appena diventerà opensource non sia la funzionalità più ambita quella di poter eseguire app tra i due OS permettendo di sfruttare direttamente software da entrambe le parti. Penso che il passo sia breve :D

Alessio Rossi

mi meraviglio che google non abbia mai pensato di fare qualcosa del genere come microsoft continuum....

Alessio Rossi

google sveglia.... questa si che sarebbe una funzione utile dentro android una sorta di continuum...

Xadren

Quindi se il telefono ha un'architettura ARM può avviare tutte le applicazioni di Android più quelle di Debian compatibili? È un po' macchinoso, ma interessante, senza dubbio diverso dagli esperimenti paralleli di Ubuntu e Windows.

Lorenzo Mass

Google dovrebbe fagocitare progetti del genere..

xado

"ni", in realtà si parla di LXC che dovrebbe permettere di virtualizzare solo quello che serve per offrire debian e non tutti i moduli dell'OS. Quindi sotto c'è android (che sempre linux di base è più la parte dedicata per android) poi quando attacchi lo schermo parte la virtualizzazione (che carica solo quello che manca al kernel di base per poter poi funzionare come debian) e hai 2 OS su una macchina risparmiando risorse.

Roberto M

Di nulla! ;) D'altronde dovrebbe essere soltanto una soluzione di emergenza, non penso proprio che qualcuno la userebbe come postazione principale di lavoro...

kitkat85

Ahhhhh :) Scusa. Ho capito solo ora :) Bah sinceramente mi sembra ancora più inutile se non in casi particolari. Grazie del chiarimento.

Roberto M

Il telefono lo attacchi direttamente al monitor!

kitkat85

cioè? Non ho capito. Allora il telefono dove lo attacchi?

Roberto M

Serve proprio nei casi in cui non si ha un pc....

MartinTech

L'unico problema è che l'India farà di tutto per mantenere lì il codice e non lo lascerà tornare in patria, usando tecniche di stallo e cavilli legali :P

kitkat85

Se sul desktop usi Debian che vantaggio c'è? Non hai le app che hai sul telefono. Alla fine ti installi linux sul pc e fai prima, o no?

Drill

Marò OS, il sistema operativo più libero di sempre :D

Xadren

Non capisco: se ho letto bene sul telefono c'è Android, mentre sullo schermo si usa Debian, significa che ci sono due sistemi operativi contemporaneamente? Le prestazioni come sono?

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