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Anche Sharp costretta a pagare Microsoft a causa di Android, tutta colpa del file system exFAT!

Di il 9 agosto 2012

Il brevetto relativo al file system che obbliga tutti i produttori a versare nelle casse della casa di Redmond alcune royalty per ogni terminale Android venduto miete un’altra vittima, Sharp che con la serie Aquos phone gode di ottima popolarità in Asia dovrà pagare una quota a Microsoft.

Ma se forse per alcuni ancora il discorso relativo a questo brevetto non era del tutto chiaro, di seguito alcuni dettagli.

Il file system utilizzato dai produttori che sfruttano il sistema Android porta il nome di exFAT (Extended File Allocation Table), evoluzione del precedente FAT32 ed in grado di gestire partizioni di memoria superiori a 32GB e file singoli superiori a 4GB. Il problema quindi dello spazio di archiviazione verrebbe praticamente risolto, con l’attenuante che essendo stato creato da Microsoft manca di un’implementazione Open Source. La stessa società si riserva quindi il diritto di far pagare agli OEM una tassa di concessione per il brevetto in uso.

In molti allora utenti e non si chiedono perchè Google non ha adottato la formattazione di un hard disk che corrisponde al nome di NTFS? Semplicemente per due motivi: il primo perchè sebbene sia più avanzato NTFS rispetto ad ExFAT, richiede molte più risorse poichè riesce a gestire quantitavi di memoria ben superiori e non è un caso che venga utilizzato su desktop, con prestazioni che però su dispositivi quali smartphone e tablet risulterebbero non adatte o ben al di sotto dell’attuale file system.

L’altro aspetto riguarda invece l’annosa questione che anche NTFS è di proprietà di Microsoft, motivazione quindi che riporterebbe alla situazione di partenza. Sorge quindi un’altra domanda… ma se Android fonda le sue radici su una base Linux/Unix allora perchè non è stato utilizzato un file system completamente aperto e gratuito fin dall’inizio?

Durante i primi mesi del 2010 diversi dispositivi montarono il file system YAFFS (Yet Another Flash File System), tuttavia Ted T’so, uno sviluppatore interno a Google stabilì che di li a poco quest’ultimo avrebbe rappresentato un collo di bottiglia non indifferente con l’arrivo dei primi sistemi dual-core e durante lo sviluppo del Nexus S Google ha cercato la transizione verso EXT4, un altro file system libero da ogni qualsivoglia brevetto. Purtroppo però la scelta effettuata da Google non ha convinto buona parte dei produttori, benchè molti sviluppatori della community di XDA si siano spinti verso l’utilizzo dell’EXT4 in moltissime ROM sviluppate ad hoc.

Per adesso quindi la soluzione rimane quella di pagare Microsoft e continuare così come Android è nato e cresciuto, in attesa che presto o tardi venga risolta grazie all’open source e al lavoro di sviluppatori ed ingegneri.

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