Editoriale | Una rincorsa all'hardware più potente che non porta ad una reale innovazione

14 Aprile 2012


Nel 2011 abbiamo visto una grande varietà di prodotti uscire sul mercato, sia smartphone che Tablet. Device con ottimi hardware, processori molto potenti e display di ogni tipo e definizione. Android Gingerbread è stato il protagonista a livello software, arrivando nelle ultime sottoversioni, ad una maturità veramente importante che abbiamo potuto apprezzare in diversi terminali usciti o comunque aggiornati. Dallo scorso Novembre, grazie al lancio del nuovo Galaxy Nexus e di Android 4.0, in molti si sarebbero aspettati importanti cambiamenti e novità per il 2012. Complice il MWC 2012 e le presentazioni/annunci dei produttori in questi primi mesi del 2012, le aspettative per i nuovi protagonisti nel mondo smartphone e Tablet erano e sono tutt'ora molto alte. Si parla in continuazione di Quad Core, Snapdragon S4, processi produttivi sempre più raffinati, RAM che arrivano a 2GB, schermi ancora più definiti e Android Ice Cream sandwich pronto a rivoluzionare il settore e a portare quella fluidità, immediatezza e velocità di aggiornamenti che fino ad oggi manca in questa piattaforma.

Tantissime "buone promesse" che in realtà, per quello a cui stiamo assistendo adesso, stanno rimanendo tali. Purtroppo se andiamo ad analizzare le uscite sul mercato di questi primi mesi del 2012, ci accorgiamo di come in realtà non sia cambiato praticamente nulla rispetto allo scorso anno e che addirittura device del 2011 non solo sono assolutamente attuali, ma, in alcuni casi, anche superiori.

Il problema è che non è un singolo produttore a fare scelte discutibili, ma sembra che ci sia una retrocessione generale o, per meglio dire, uno spostamento dell'attenzione verso quello che appare nella scheda tecnica, piuttosto a quello che è realmente utile per l'utente e l'utilizzatore finale.

Detto in parole povere, la potenza raggiunta dai Dual Core, la definizione degli schermi e la ram presente nei top gamma usciti nel 2011, è più che sufficiente per praticamente tutti gli utilizzi e tutti gli ambiti. Già con Android 2.3.x e una buona ottimizzazione, sia riesce ad aprire tutto in pochissimi instanti, a gestire le UI e le applicazioni in un click e ad avere uno smartphone sempre prestazionale cosi come gli schermi HD sono già quanto di meglio si possa chiedere e desiderare.

L'attenzione dei produttori in questo 2012 dunque, più che su 5 processori, spessori irrisori e specifiche da capogiro, sarebbe da spostare verso una migliore ottimizzazione, batterie più performanti, personalizzazioni software più leggere e facili da gestire durante gli aggiornamenti e servizi più completi per gli utenti. Ma in realtà ciò non sembra accadere.

Fatta eccezione per Motorola, che con Razr Maxx ha dimostrato come in uno spessore comunque ridotto e perfettamente utilizzabile o paragonabile alla concorrenza, sia possibile inserire una batteria da ben 3300mAh, praticamente il doppio di quelle montate sui nuovissimi top gamma del momento (serie HTC One in primis), gli altri produttori sembrano letteralmente perdersi tra specifiche tecniche corpose e ottimizzazioni mancanti.

Se analizziamo Asus, uno dei produttori più apprezzati sulla piattaforma Tablet Android, ci accorgiamo di come, sebbene sia stato il primo ad aggiornare ad Android 4.0.3 i suoi device 2011 (TF101), ci sono voluti circa 4 aggiornamenti diversi per avere un dispositivo abbastanza stabile e comunque ancora non esente da problemi. Non da meno i dubbi sul Transformer Prime, annunciato come il Tablet più potente con processore Tegra 3 e che, disponibile in una sola soluzione al costo di 599€ in Italia, si presenta sul mercato con il GPS non funzionante tanto da costringere il produttore ad eliminarlo dalle specifiche e a regalare un modulo esterno agli acquirenti. Anche per lui inoltre non sono mancati i problemi software legati all'aggiornamento Android 4.0.3, corretti con successivi fix.

Sempre riferendoci alle uscite di questo 2012, prendiamo in esame la gamma Sony Xperia. Quattro device indubbiamente interessanti e con prezzi non troppo alti ma che arrivano sul mercato con Gingerbread. Sebbene non sia un "reale problema" acquistare un Xperia S a 500€ e pensare che l'aggiornamento Ice Cream Sandwich non arriverà prima dell'estate non è sicuramente "positivo". Inoltre Sony ha scelto, cosi come altri produttori, una politica di eliminazione della batteria separata e dello slot di memoria. Si potrebbe pensare che questa scelta sia stata fatta per diminuire lo spessore e ottimizzare le gli spazi. Purtroppo ci si accorge subito che la gamma Xperia 2012 è tutto tranne che sottile e che la batteria non sostituibile in realtà non porta un aumento della capacità (al contrario di Razr Maxx). Dunque perchè dover rinunciare ad importanti caratteristiche hardware se alla fine i vantaggi reali non ci sono per l'utente?

Passiamo quindi alla gamma One, sulla quale l'aspettativa era alta ma che, anche in questo caso, sembra essere uscita in maniera troppo prematura. Sia One X che One S sono prodotti ottimi, ma entrambi soffrono di evidenti problemi di gioventù a livello software. Sono poco ottimizzati, non sfruttano realmente la potenza dei processori e, sebbene le schede tecniche siano corpose e decisamente ricche, a livello di user experience la velocità e usabilità dei due One non è diversa da smartphone usciti nel 2011 (anche se la Sense è davvero una personalizzazione incredibile) e anzi si percepisce chiaramente che il sistema operativo è tutto tranne che ottimizzato. Il problema è che sono device che costano 599€ e 699€ e, se da un lato One X con i suoi 32GB di memoria non espandibile e la batteria non sostituibile è comunque adatto a praticamente tutti gli utilizzi, un One S con appena 9GB di memoria diventa uno smartphone stretto per moltissimi utenti che amano i giochi, la musica e utilizzare il lato multimediale del device. Scelte che per 599€ ci sembrano decisamente bizzarre, per non dire assurde, anche considerando che One S si apre nella parte superiore per far alloggiare la sim e l'inserimento di uno slot MircroSD non dovrebbe essere un opera da scienziati visionari.

Panasonic con Eluga non è da meno e, per non farla troppo lunga, commercializzare un telefono a 450€ circa con una batteria da 1150mAh e Gingerbread a metà 2012 è un controsenso sul nascere.


Dunque, le nuove uscite, basandoci su dispositivi testati e provati personalmente, non mantengono le aspettative e non solo, la sensazione è che si sia perso il fuoco su quello che è veramente importante. A prescindere dal produttore, dalla casa costruttrice o dal modello di dispositivo, commercializzare prodotti che vanno dalle 500€ alle 700€ che hanno o problemi hardware, o problemi software (o entrambi insieme) o che vengono creati con scelte opinabili e che in pratica non portano nessun vantaggio per l'utente (mi levate la memoria esterna, mi levate la batteria sostituibile, mi mettete la microSIM e in cambio cosa mi offrite?), ci sembra discutibile.

Noi, e crediamo di parlare per moltissimi utenti, non chiediamo sicuramente cose impossibili, ma creare un device con buone caratteristiche, un'ottimizzazione discreta già dall'uscita (perchè se è vero che appena usciti tutti i device citati hanno avuto problemi software di vario tipo, è anche vero che i produttori nel 90% dei casi risolvono i bug e migliorano l'esperienza d'uso in modo considerevole con aggiornamenti successivi), buona memoria (espandibile o meno basta che sia adeguata al prezzo proposto) e una batteria in grado di arrivare almeno a coprire 14/16 ore con uso importante (visto che ormai avere uno smartphone senza connessione 3G è piuttosto inutile), non ci sembra un'impresa titanica.

Considerando che i terminali commercializzati nel 2011 avevano già ottime potenzialità e la pecca più grande era il consumo energetico, qualcosa in più viste le attuali uscite sul mercato, poteva essere realmente fatto.

Cercare una motivazione per le parole spese fino adesso non è semplice, anche perchè non siamo produttori ma semplici utilizzatori e comprendere tutte le logiche che stanno dietro alla creazione di un nuovo prodotto non è certamente facile. Quello che possiamo percepire è che ci sia una corsa sfrenata, inutile e controproducente ad arrivare per primi sul mercato con la scheda tecnica più corposa e il device più accattivante e sottile. A farne le spese sono ovviamente le ottimizzazioni, le performance e la qualità stessa dei prodotti che, come abbiamo visto, non vengono testati in maniera adeguata uscendo con problemi non solo software ma anche hardware. Pensiamo per esempio all'HTC Sensation XL che, seppur sia un single core, è uno dei telefoni più ottimizzati sin dalla sua uscita e non ha prestazioni realmente inferiori a device dual core dimostrando come la potenza non sempre è sinonimo di ottima esperienza d'uso.

Per come stanno andando le cose in questi primi mesi del 2012, non sentiamo la necessità, al momento, di cambiare smartphone. Le prestazioni di un top gamma 2011 sono assolutamente in linea con i top gamma del 2012 ai quali però, non solo non è stata aumentata l'autonomia, ma vedono l'abbandono di memorie esterne, batterie sostituibili e prezzi comunque più alti degli stessi modelli usciti nella stessa fascia un anno prima. Vedremo come si evolverà il mercato e come saranno i prodotti che ancora devono uscire nel segmento smartphone. La speranza è quella di non assistere al lancio di altrettanti nuovi top gamma per ogni produttore nella seconda metà dell'anno con piccole caratteristiche migliorate o con versione XL, S, Plus, Super o 2 che fanno solo una grande confusione.

Forse concentrarsi su un solo prodotto per fascia ogni anno ma fatto veramente bene e con le giuste qualità che servono agli utilizzatori sarebbe la scelta migliore per noi utenti. Purtroppo non sarebbe la stessa cosa per le entrate economiche dei vari brand che proprio su questa corsa giocano parte delle entrate. Il consumismo ormai fa parte della nostra società e spesso si perdono di vista le reali esigenze che abbiamo rincorrendo cose che non ci servono.

Vi lasciamo con un sondaggio (potete dare 3 preferenze) e un video bonus.

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