Editoriale: Honeycomb, i Tablet e l'esperienza Google

25 Aprile 2011 40

In queste ultime settimane le parole più utilizzate nel mondo hi-tech sono Tablet, Honeycomb e l'esperienza Google. Il mondo Android sta avendo una crescita esponenziale e il neonato mondo Tablet porterà sicuramente nuova linfa a questo ecosistema creando un segmento di mercato nuovo e ormai conosciuto grazie anche ad Apple che già da un anno offre la propria soluzione Tablet. Google e Honeycomb, sono arrivati sul mercato da pochi mesi e solo in queste ultime due settimane il mercato Italiano ha abbracciato questi nuovi gadget tenologici.

La prima domanda da porsi è sicuramente relativa all'utilizzo dei Tablet. Questo strumento non è considerabile come un bene necessario, utile o insostituibile, ma piuttosto come un mezzo in grado di migliorare alcune operazioni comunque facilmente eseguibili anche con gli smartphone più evoluti o con i classici netbook, notebook o PC. Un Tablet è dunque un gadget tecnologico, uno sfizio costoso che non sostituisce un telefono, non vuole essere un pc e sicuramente non permette di eliminare uno degli oggetti citati.

E' dunque un ennessimo strumento tecnologico del quale potremmo fare a meno ma che, vuoi per logiche di mercato, vuoi per il martellamento mediatico, vuoi per moda o magari per reale comodità, entrerà presto in molte case. Gli utilizzi sono molteplici ovviamente anche se principalmente un Tablet viene usato come strumento di lettura, gioco e navigazione internet in relax. Se da una parte navigare con il pc, netbook, o giocare con una console è sicuramente più appagante, fare le stesse operazioni, in modo analogo anche se con una esperienza diversa, in una situazione più comoda, magari sul divano è sicuramente meglio. Ovviamente il Tablet ci rende ancora più "schiavi" del mondo internet e del cosidetto "consumimo" e se fino a ieri la domenica pomeriggio era il momento della TV, del divano e del relax completo, magari in compagnia, da oggi, Tablet alla mano, sarà un momento in più per chattare su facebook, navigare in rete e fare quelle attività che ormai quotidianamente facciamo e che occupano spesso molte ore della nostra giornata.

Esiste però un altra faccia della medaglia, e l'uso lavorativo potrebbe essere forse uno degli utilizzi più intelligenti di un Tablet. Difficilmente questi apparecchi potranno sostituire un computer vero e proprio (non parliamo di Tablet Windows), l'evoluzione hardware e software aiuterà sicuramente, il divario si assottiglierà, ma non si avrà mai un'avvicinamento significativo tra i due mondi. Certamente un Tablet permette di leggere e usufruire in maniera migliore della posta elettronica, dei documenti e dei nostri file in diverse condizioni. Inutile negare che avere in un borsello un Tablet o un netbook fa una certa differenza e poter usare uno strumento con una sola mano è sicuramente una esperienza diversa dal dover avere un piano di appoggio per lavorare su uno dei tantissimi netbook in vendita.

Il Tablet dunque fa della leggerezza e della facilità di utilizzo in condizioni quotidiane, il punto di forza.

Se il mondo Tablet Apple è ormai una realtà affermata che vanta milioni di pezzi venduti in tutto il mondo con un solo strumento, Google con l'esperienza Honeycomb è pronto a stupire? Sebbene il lavoro sia stato enorme e la piattaforma sia realmente un mondo nuovo e diverso dall'esperienza smartphone delle stessa azienda, Honaycomb per come è stato pensato da big G. non è ancora un sistema che stupisce e allo stato attuale si denota una certa immaturità dell'OS. In realtà ci sono delle importanti considerazioni da fare che stanno alla base del sistema e sopratutto della diversa filosofia che ruota tra il mondo Android e quello Apple.

Apple ha creato un prodotto che, a prescindere dall'hardware, viene fornito già confezionato, con un suo sistema operativo unico, univoco ed immutabile, non cedibile a terzi e quindi "perfetto" già pronto e completo secondo i canoni dell'azienda che lo ha creato. Che abbia più o meno limitazioni, che sia simile o no alla versione smartphone, che sia limitato o piacevole non sono reali problemi: questo è quello che l'azienda offre e cosi è, che piaccia o non piaccia il prodotto è confezionato e pronto. Ovviamente la confezione piace e le vendite lo dimostrano anche perchè, iPad o iPhone che siano, sono prodotti ottimi che nascono e si evolvono in maniera rapida e offrono un'esperienza estremamente piacevole per l'utente a cui non interessa sapere cose c'è dietro ad una interfaccia, che non ha interessr a sapere come modificare un determinato parametro, ma che cerca un prodotto interessante, utile e pronto all'uso senza dover perdere tempo a configurare parametri o cose. Un prodotto che quindi prende e usa secondo quello che gli da la casa e che difficilmente avrà problemi e che svolgerà bene il compito per il quale è stato creato e del quale non esistono altre versioni differenti (una scatola chiusa che da comunque certezze).

Google e Android invece ragionano in maniera diametralmente opposta. Honeycomb e per molti aspetti il sistema smartphone, vengono creati da Google come base di sistema operativo, come un trampolino di partenza che può essere preso, modellato e modificato da chiunque, in qualunque modo e modificando praticamente qualunque parametro. Google non ha interesse a vendere smartphone con il sistema Android pulito, ovvero con l'interfaccia creata come base e che vediamo sulla linea Nexus o sui neonati Tablet Honeycomb. Google ha infatti interesse nel diffondere la propria piattaforma, veicolo pubblicitario che aiuta a far guadagnare l'azienda attraverso la stessa pubblicità che fa capo a Google.

Per questo motivo il sistema invade il mercato, viene accolto da tantissimi produttori e si espande in modo enorme. Esattamente l'opposto di Apple, che chiude il proprio OS ai suoi device e che, grazie alla grandissima forza commerciale, moda e presa sul pubblico, vende milioni di pezzi; numeri che sono comunque molto inferiori se prendiamo la massa totale che ruota intorno al sistema Android. E' propio questa massa che interessa a Google e non tanto quanti Nexus S sono stati venduti o quanti Xoom hanno invaso il mercato. Piuttosto quante centinaia di migliaia di attivazioni Android ci sono giornalmente, a prescindere dal prodotto.

Proprio alla base di questa filosofia nasce il sistema Honeycomb, che, nonostante l'estrema bellezza e organizzazione dell'interfaccia, non è considerabile un sistema "completo" e perfetto. Non perchè non lo sia, ma semplicemente perchè cosi come esce dalla confezione, un device Google Experience, sarà sempre inferiore ad un device personalizzato dai produttori. Cercando di spiegare meglio il concetto cerchiamo di fare un esempio.

Un Tablet Honeycomb come il Motorola Xoom, Acer Iconia o il Galaxy Tab 10.1v arrivano sul mercato con un hardware veramente ottimo, con tante interessanti novità ma con molte mancanze a livello software. Se ci pensiamo, il sistema Honeycomb non ha internamente programmi che permettano di gestire in maniera completa uscite HDMI, porte usb, radio; non permette di visualizzare tantissimi formati video, offre un'interfaccia abbastanza semplice e senza alcune funzionalità importanti e comode; non offre un file manager integrato, non ha una suite office e moltissime altre cose. Prodotti che quindi arrivano sul mercato con ottime caratteristiche tecniche ma che vanno ampliati a livello software. A questo scopo ci pensa il Market che permette di installare qualsiasi tipo di programma che aumenta in modo significativo le prestazioni dei device Google Experience e ne migliora in maniera netta l'usabilità.

Un discorso che vale per Tablet ma anche per smartphone e si riallaccia all'analisi fatta poco sopra: Google offre una base, sono gli utenti poi che possono scegliere cosa mettere sopra un device o ancora, sono i produttori che creano il giusto mix tra funzionalità bellezza e piacevolezza che fa realmente vendere un prodotto.

Difficiemente, e i numeri di vendita lo confermano, un utente acquista un Nexus S o un Tablet Honeycomb se gli si offre la possibilità di scelta con un device personalizzato come Galaxy S, un qualsiasi HTC Sense, un Flyer o uno dei nuovi Tablet Samsung Touch Wiz. Questo perche a livello software i prodotti personalizzati offrono molto di più, sono più belli da vedere, hanno più colori e quindi fanno nascere quell'effettuo WOW e cool che tanto piace e che muove le vendite.

Chi compra un prodotto Google Experience, lo compra perchè sa cosa sta comprando, sa cosa può fare e sa perfettamente quali programmi esistono prima ancora di acquistarlo. E' dunque un utente raro, non comune e che non sceglie per un mero fattore estetico. In realtà i milioni di vendite nascono spesso da un puro fattore estetico. Una persona non informata, guarda cosa offre un telefono nel momento in cui lo compra, e non cosa potrebbe offrire se: cambio interfaccia, installo un dialer diverso, metto i widget accedo al market, cambio rom ecc... Per questo motivo i produttori investo per migliorare l'esperienza d'uso di Google, renderla più accattivante, fruibile, facile e piacevole da guardare; aggiunte che fanno vendere un prodotto e lo differenziano in modo netto. Uno Xoom, un Galaxy Tab o un Asus Transformer sono infatti prodotti praticamente identici a livello software perche si muovono sulla base del sistema creato da Google e quindi non differenziano e arrichiscono l'esperienza.

Se quindi da un lato in rete gli utenti chiedono a gran voce una esperienza Google pulita, dall'altro l'esperienza vera di Google è un arma a doppio taglio che non fa realmente muovere le vendite e che risulta povera e meno attraente di una personalizzazione completa creata da un produttore. Sense 3D, Touch Wiz 4.0 e altro in futuro, arricchiscono l'esperienza Tablet, la differenziano in maniera netta, creano nuovi segmenti, offrono soluzioni diverse e piacevoli e permettono di avere strumenti adatti alle diverse necessità; cosa che il sistema Honeycomb pulito non permette da solo cosi come esce dalla confezione di vendita.

Se fino ad ora vi ho "messo in guardia", cercando di spiegare in maniera semplice e forse un po' approssimativa per non esagerare con la lunghezza, il mondo Android,  è anche vero che da quando ho un Tablet non riesco a farne a meno. Non sostituisce il mio smartphone, non è comodissimo da portare in giro, non è migliore del mio PC, ma se devo navigare in internet fuori casa e in casa per controllare le attività online, leggere le mail, svagarmi e guardare video su youtube, uso il Tablet e non lo smartphone. Se non lo avessi ne farei a meno, ma visto che lo ho lo uso e lo preferisco ad altri mezzi.

E' più comodo del PC in molte occasioni, si legge meglio dello smartphone, è più veloce del cellulare in internet e offre tanti contenuti piacevoli. Un Tablet è quindi uno strumento interessante che trova la sui utilità in tante occasioni ma che non è strettamente necessario. A parità di risoluzione preferirei uno schermo più piccolo dei 10 pollici per avere una migliore portabilità e peso, e le personalizzazioni dei produttori potrebbero aumentare considerevolmente le potenzialità del sistema.

Honeycomb è infatti un mondo nuovo ma che offre già da adesso una base di partenza molto interessante per futuri sviluppi e molto più promettente di quanto usci la piattaforma smartphone pochi anni fa. Ci vorranno ancora mesi, sviluppi, personalizzazioni e ottimizzazioni per apprezzare in maniera significativa questo nuovo OS, ma le premesse ci sono tutte e questi strumenti non necessari potrebbero dimostrarsi veramente utili e piacevoli da utilizzare in moltissime occasioni.

Comprare oggi un Tablet Android pulito è un pò una scommessa, non certamente un azzardo. Google ha infatti dimostrato che in pochi mesi un sistema può crescere in modo enorme e sono tante le case costruttrici, gli sviluppatori e i produttori che stanno investendo sul sistema. La scommessa ora è quindi vinta in partenza e se ad oggi non si riesce a sfruttare a pieno la potenza di questi device per fluidità, qualità dei software e quantità di programmi adattati all'interfaccia e potenza, non ci vorranno molti mesi per avere device veramente completi e fruibili in ogni occasione. Programmi, utilità e personalizzazioni escono ogni giorno ed è solo questione di tempo.

Una scommessa oggi che un domani molto vicino sarà una concreta realtà. Se si vuole tutto e subito con i relativi pro e contro, la concorrenza offre già valide alternative.

Sull'autore: c'è chi mi definisce o mi ha definito fanboy. Ebbene si, lo sono, sono un fanboy delle novità, dei nuovi gadget, della tecnologia e dell'evoluzione hi-tech. Non ho una vera preferenza, scelgo quello che meglio si adatta alle mie esigenze, cerco sempre il miglior prodotto per il mio utilizzo a prescindere dal marchio, modello e moda. Il sistema perfetto non esiste e non esisterà mai fino a quando cercheremo sempre qualcosa di più di quello che abbiamo, per fare le stesse cose che già facciamo. Se questo vuol dire essere fanboy, allora lo sono. iNicc0lo

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