Le intese nascoste tra Google e Apple e la questione multitouch
piffe | feb 03, 2010
Se ne parla dall’uscita della prima release “ufficiale” di Android sul G1, ed è tornato in auge sia con la diversificazione del mercato per Droid e MileStone sia con l’avvento del Nexus One: ci riferiamo al multitouch, la tanto reclamata funzione che ogni utilizzatore di Android avrebbe voluto avere sul proprio terminale. Per capire come le cose siano andate, si deve come sempre procedere con ordine e capire talune dinamiche di mercato e regole di vendita.
Come molti ormai avranno inteso, chi maggiormente si è opposto al multitouch è Apple, e Google, suo malgrado, ha dovuto fino ad ora fare spallucce. Il codice per gestire punti multipli di pressione sul display è sempre stato disponibile all’interno di Android, ma semplicemente non utilizzato. E così i vari Cyanogen per il Nexus One e per primo Luke Hutchinson ai tempi del G1, si sono messi a lavoro per fornire la rom con la funzionalità abilitata.
Il pinch to zoom, ossia il “pizzicare il display” per aumentare o diminuire il fattore di ingrandimento, è stato fino ad ora il maggior punto di “scontro” con Apple, la quale ha sempre reclamato il gesto come “iPhone gesture”, quasi a mettere un brevetto sulla gestualità; come se Google ci vietasse di stare in piedi con le braccia lungo il corpo in quanto potrebbe essere considerato un plagio del logo di Android, ma non stiamo a polemizzare.
Eric Tseng, Product Manager della sezione Android in Google, ha affermato in un’intervista rilasciata ad Engadget:
When people say ‘why doesn’t Android have multitouch?’ it’s not a question of ‘multitouch’… I want to reframe the question. We have multitouch — what people are asking for is specific implementations in the UI that use multitouch, like pinch-to-zoom, or chording on the keyboard.
Tseng, preso in un turbine di commenti arrivati in diretta ha evitato la questione in modo abbastanza elegante, ma l’utente più smaliziato potrebbe giustamente sentirsi preso in giro dall’affermazione, in quanto viene praticamente detto che “gli utenti non ci chiedono il multitouch, ma semplicemente di implementarlo all’interno dell’interfaccia”.
Ma perchè Apple impedisce l’abilitazione del multitouch? Una prima conquista di Google è stata di poter fornire tale feature almeno fuori dal mercato americano, affidandosi alla “scusa” che non è responsabile di come il codice venga utilizzato al di fuori degli Stati Uniti; ed ecco che ci troviamo davanti al MileStone che altro non è se non un Droid per il resto del mondo. Ma andiamo più a fondo: perchè Google si è limitata a fare spallucce davanti alla richiesta di Jobs? Non certo per paura, bensì per mantenere salda una partnership con l’azienda di Cupertino.
Partnership, esatto! Il telefonino della mela è un prodotto all’interno del quale possiamo trovare tante piccole impronte lasciate da Google, e qui si capisce perchè il gigante di Mountain View non si sia “impuntato” sulla questione. Nell’ iPhone non troviamo solo GMaps, ma una serie di Google Apps formattate appositamente per poter essere visualizzate e fruite sul display del melafonino; e questo con i vari banner e ads ha un grosso risvolto economico per le casse di Google. E la possibilità di eseguire ricerche in Safari senza dover passare da Google.com, è un’altra traccia dell’accordo emersa con l’aggiornamento al FirmWare 2.2 dell’iPhone.
Ma se tutto questo non dovesse bastare, scopriamo altri due motivi a non volersi inimicare Apple: l’alleanza contro MicroSoft e il signor Eric Schmidt, Ceo di Google e funzionario di alto livello all’interno della casa della mela.
Cosa sia cambiato oggi con l’update del Nexus One lo ignoriamo, e tante altre domande sorgeranno nei prossimi giorni in merito alla situazione, ma certo è che se Google ha fino ad ora optato per la non abilitazione, alla base ci sia stato un interesse economico legato ad Apple. Che i motivi di questo cambiamento siano racchiusi nell’update 4.0 del firmware per iPhone?
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Categoria: News Google Android -
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